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	<title>Business Communication</title>
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		<title>Business Communication</title>
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		<title>Pubblicità su Facebook: come fare</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 17:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonsopastore</dc:creator>
				<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[business e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[In un precedente articolo abbiamo visto come il cosiddetto social advertising sia una realtà interessante e in via di consolidamento. In questa sede &#8211; come giù anticipato &#8211; tratteremo la piattaforma di Facebook per la creazione e la diffusione della pubblicità, non mancando di &#8220;lanciare&#8221; anche qualche piccolo suggerimento a chi fosse interessato ad utilizzarla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=94&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>In un <a href="http://businessprojectmanager.wordpress.com/2009/09/05/facebook-e-il-social-advertising/">precedente articolo</a> abbiamo visto come il cosiddetto social advertising sia una realtà interessante e in via di consolidamento. In questa sede &#8211; come giù anticipato &#8211; tratteremo la piattaforma di Facebook per la creazione e la diffusione della pubblicità, non mancando di &#8220;lanciare&#8221; anche qualche piccolo suggerimento a chi fosse interessato ad utilizzarla per la promozione della propria attività, del proprio brand o del proprio prodotto.</p>
<p>Perché Facebook? Scegliamo di trattare questo social network specifico essenzialmente per due ragioni: (1) per l&#8217;enorme diffusione che il servizio ha raggiunto (e che continua a raggiungere &#8211; più di 200 milioni le utenze registrate nel momento in cui scriviamo) soprattutto in Italia, il che ci permette di muoverci in un contesto immediatamente comprensibile a tutti; e (2) per l&#8217;enorme facilità che la sua piattaforma offre per la creazione di campagne assai sofisticate che consentono di raggiungere un target mirato e ben preciso attraverso procedure di profilazione raffinatissime.</p>
<p>La forza di queste campagne marketing è proprio quella di poter non solo <strong>raggiungere un gran numero di persone</strong>, ma soprattutto di raggiungere le persone che sono <strong>realmente interessate</strong> a ciò che pubblicizziamo, il che si traduce &#8211; per i promoter &#8211; in una maggiore efficacia ed una miglior efficienza dell&#8217;intero processo.</p>
<h2><strong>Il Facebook advertising</strong></h2>
<p>La piattaforma di advertising di Facebook è raggiungibile all&#8217;indirizzo <a href="http://www.facebook.com/advertising" target="_blank">http://www.facebook.com/advertising</a> e permette, attraverso alcuni semplici passi guidati, di creare la propria campagna di marketing mirata.</p>
<p><span id="more-94"></span></p>
<p>L&#8217;importanza e l&#8217;impatto che un&#8217;iniziativa del genere porta con sé è solo all&#8217;apparenza di poco conto. L&#8217;utente comune cessa, infatti, di essere un semplice destinatario, ma può divenire, esso stesso, il mittente, il creatore e il promotore dei propri interessi; ma non solo: le potenzialità di profilazione della piattaforma sono incredibili e permettono di raggiungere, in pochissimi passaggi, esattamente il pubblico che si sta cercando; rivoluzioni quindi non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche &#8211; e soprattutto &#8211; da quello sociale e culturale.</p>
<p>All&#8217;interno di Facebook le <strong>pubblicità vengono poste nella colonna di destra</strong> e vengono collocate nella zona definita &#8211; appunto &#8211; <em>Ad Space.</em> Facebook prevede al massimo lo spazio per tre &#8220;ad&#8221; in contemporanea. Tali messaggi pubblicitari compaiono in molte pagine del sito, a partire da quelle dei profili passando per il motore di ricerca interno, fino alle pagine, che &#8211; come già detto &#8211; rappresentano uno dei veicoli preferenziali per fare del marketing sociale.</p>
<p>Possiamo distinguere il tipo di pubblicità erogato in due grossi filoni:</p>
<ul>
<li><strong>Facebook Ad:</strong> che rappresentano le classiche pubblicità che vediamo al lato delle pagine del sito e che vengono appunto create attraverso la piattaforma dedicata, oggetto del prossimo paragrafo.</li>
<li><strong>Social Ad:</strong> che &#8211; invece &#8211; sono legano una pubblicità direttamente ad una pagina, in modo che l&#8217;utente che utilizza una certa applicazione o una certa pagina veda visualizzato l&#8217;advertising corrispondente.</li>
</ul>
<p>Offrire un servizio del genere in mano a un qualunque utente è una mossa che rappresenta davvero un punto di svolta significativo rispetto alle logiche tradizionali.</p>
<div>
<p>Figura 1: La pagina di Facebook advertising</p>
<p><img src="http://www.html.it/articoli/3118/img_01.jpg" alt="La pagina di Facebook advertising" width="450" height="257" /></div>
<div>
<h2>Creare la propria campagna personalizzata</h2>
<p>Come abbiamo già anticipato la creazione di una campagna promozionale all&#8217;interno di Facebook è molto semplice e alla portata di tutte le utenze. Per la promozione della propria attività &#8211; o identità &#8211; all&#8217;interno del sito non è necessario disporre di un profilo attivo, infatti, tale funzione è disponibile anche per gli utenti non registrati.</p>
<p>Ecco i passaggi da seguire:</p>
<ol>
<li>Recarsi all&#8217;indirizzo specifico della piattaforma, raggiungibile anche dal fondo pagina di FB.</li>
<li>Scegliere un <strong>titolo</strong> per il proprio ad (massimo 25 caratteri); procurarsi un&#8217;<strong>immagine significativa</strong> e che &#8211; possibilmente &#8211; attiri l&#8217;attenzione (le dimensioni massime in questo caso sono di 80&#215;110 pixel); e &#8211; infine &#8211; il corpo del messaggio che può avere un&#8217;estensione massima di135 caratteri.</li>
<li>Terminato di impostare il vostro ad, potrete procedere con la <strong>selezione dell&#8217;utenza</strong> alla quale volete somministrarlo. La piattaforma di Facebook prevede la possibilità di selezionare le tipologie di utenti facendo un vero e proprio campionamento, tra le caratteristiche selezionabili troviamo: sesso, età, stato sentimentale, regione, nazione e parole chiave presenti all&#8217;interno del profilo. Sotto al box di selezione troverete la dicitura &#8220;<em>aproximate reach&#8221;</em> che vi indicherà, in tempo reale, secondo le vostre scelte il numero di utenze che raggiungerete con il vostro ad. Va da sé che maggiore sarà il numero di parametri selezionati, minore saranno le persone contattabili, ma più mirate potranno essere le vostre azioni di &#8220;marketing&#8221;.</li>
<li>Indicate ora un <strong>nome per la vostra campagna</strong> e scegliete, opzionalmente, le ore di erogazione, programmandone la periodicità. Scegliete anche un <strong>budget giornaliero</strong> (si parte da un minimo di 1$), terminato il quale la piattaforma smetterà di erogare il vostro annuncio. Anche in questo caso maggiore sarà il vostro investimento, maggiore saranno le ore in cui potrete contare sul vostro annuncio e maggiore sarà anche la visibilità che riceverà.</li>
<li>Come ultima cosa indicate la <strong>modalità per calcolare il costo</strong> della campagna: pay per view o pay per click (vedi più avanti) e fissate anche in questo caso un&#8217;offerta (bid).</li>
<li>Terminate con la registrazione dei vostri dati, l&#8217;indirizzo per la fatturazione e il numero di carta di credito che verrà utilizzata per i pagamenti. In questa sezione è possibile anche inserire eventuali codici dei coupon omaggio (distribuiti in maniera random e associati a determinate promozioni create da Facebook stessa) per impostare la propria campagna.</li>
</ol>
<p>Una volta terminata la procedura il vostro messaggio sarà soggetto all&#8217;approvazione di Facebook e poi potrà cominciare ad essere diffuso all&#8217;interno di tutto il social network.</p>
<p>Nel caso l&#8217;utilizzo di questo strumento non sia sufficiente o non corrisponda ai vostri interessi business, non preoccupatevi: Facebook prevede anche la possibilità di contattare direttamente uno staff di professionisti che si occupi di gestire, per voi, la vostra campagna nel miglior modo possibile. Ovviamente tale opzione è consigliabile solo nel caso abbiate una quantità di denaro considerevole da investire in questa direzione.</p>
<h2>Le modalità di pagamento</h2>
<p>Abbiamo prima menzionato le due modalità principali di pagamento che sono previste all&#8217;interno di Facebook, che sono:</p>
<ul>
<li>Il <strong>pay per click:</strong> intendiamo, con questa espressione, il pagamento conteggiato sulla base dei click che ricevono i nostri annunci, quindi sulle persone che realmente si interessano al nostro annuncio cliccandoci sopra. Tale modalità è anche conosciuta come CPC.</li>
<li>Il <strong>pay per view:</strong> al contrario, intendiamo il pagamento in relazione al numero di utenze che visualizzano il nostro annuncio. Più volte l&#8217;annuncio appare, maggiori saranno anche i guadagni. Questa modalità è anche nota come CPM.</li>
</ul>
<p>Si tratta di due modalità differenti che presentano, ognuna, sia pregi che difetti. La modalità migliore per eccellenza non esiste, esiste la modalità migliore in relazione alle proprie esigenze e ai propri bisogni. Sarà dunque compito dell&#8217;utente indagare &#8211; di volta in volta &#8211; quale sia la strategia migliore da adottare.</p>
<p>La <strong>prima modalità</strong> è spesso consigliabile in casi di campagne che intendono generare contatti e favorire interesse nei confronti di un prodotto, mentre le <strong>seconde</strong> sono più legate a marchi già consolidati che intendono promuovere ulteriormente la loro identità.</p>
<div>
<p>Figura 2:  Gli Ad space di Facebook</p>
<p><img src="http://www.html.it/articoli/3118/img_02.jpg" alt="Gli Ad space di Facebook" width="450" height="266" /></div>
<p>Anche in questo caso la modalità adottata da Facebook per la scelta del prezzo è un po&#8217; &#8220;particolare&#8221;: diciamo che il meccanismo funziona pressappoco come un&#8217;asta on-line. In che senso? Nel senso che dopo aver scelto quale dei due modelli adottare si dovrà impostare un&#8217;offerta massima per ogni singolo click o per 1000 visualizzazioni dell&#8217;annuncio. Il costo massimo specificato dall&#8217;utente verrà poi fatto competere &#8211; sempre in relazione al target specifico &#8211; con quello specificato da altri utenti. Facebook visualizzerà quindi in posizione migliore quelli che avranno &#8220;scommesso&#8221; su valori più alti, non è, quindi, scontato che il proprio annuncio venga visualizzato se l&#8217;offerta specificata (bid) non sarà sufficientemente alta. Facebook stessa specifica, però, che tale offerta dovrà essere massimo il 50% del budget giornaliero impostato, il che significa che se &#8211; ipoteticamente &#8211; fissate il vostro budget su 10$ giornalieri, la vostra &#8220;puntata&#8221; non potrà essere superiore ai 5$. Il prezzo minimo (potremmo dire &#8220;la base d&#8217;asta&#8221;) è fissato sui 0.15$ per il CPM e sui 0.01$ per il CPC.</p>
<p>Per il momento il social network prevede la possibilità di impostare solo un budget giornaliero e non uno mensile o totale che si esaurisca con i giorni, stando a quanto si legge nelle FAQ è tuttavia una funzione alla quale stanno lavorando e che potrebbe essere prossimamente implementata, facilitando ulteriormente l&#8217;amministrazione della propria campagna e la gestione (oltre che il monitoraggio) dei costi.</p>
<h2>I consigli da seguire</h2>
<p>Facebook stessa consiglia una serie di &#8220;best practices&#8221; per coloro che fossero interessati ad avviare una campagna di questo tipo e non abbiano idee chiare sul come muoversi. Alcune di esse sono molto interessanti e meritano sicuramente di essere riprese nella nostra trattazione. Ne riportiamo alcune, integrandole con nostre riflessioni.</p>
<ul>
<li>Datevi degli <strong>obiettivi specifici</strong>: cosa volete ottenere con la vostra campagna? A che cosa serve? Avere obiettivi chiari e definiti aiuta sicuramente nella progettazione di una campagna di questo tipo.</li>
<li><strong>Target</strong>: studia bene il tuo target, abbiamo visto come la profilazione in Facebook sia estremamente semplice, ma questo non vuol dire che la scelta dei tuoi destinatari lo sia altrettanto. Una buona campagna parte necessariamente da una buona consapevolezza in questo settore.</li>
<li><strong>Attirate l&#8217;attenzione</strong>: i social network nascono con scopi e obiettivi ben precisi, il che porta l&#8217;advertising all&#8217;interno di essi in secondo piano, non dobbiamo dimenticare che attirare l&#8217;attenzione dell&#8217;utente è &#8211; qui più che altrove &#8211; assolutamente fondamentale. Cerca di valorizzare l&#8217;esperienza utente e di puntare su un qualcosa che vi renda unici e riesca a distinguervi dalla massa.</li>
<li><strong>Semplificate le cose</strong>: lo spazio è poco, l&#8217;attenzione scarsa, il tempo di permanenza dell&#8217;annuncio ancora meno (a meno di non spendere cifre esorbitanti). Semplificate al massimo il vostro ad: renderà il vostro messaggio ancora più efficace.</li>
<li>Valutate e <strong>monitorate la campagna</strong>: tale processo è fondamentale per la buona riuscita dell&#8217;intera campagna, sia in ottica di continuo miglioramento sia per riprogettare le successive campagne in modo sempre più preciso e mirato. Non bisogna assolutamente trascurare questa funzione che risulta essere una chiave di volta dell&#8217;intero sistema.</li>
</ul>
<p>Sebbene alcuni di questi consigli possano sembrare banali, si tratta sicuramente di interessanti linee guida dalle quali partire per muoversi in un ambito assolutamente particolare. Specie se tali contesti &#8211; come spesso accade &#8211; non sono così noti.</p>
<h2>Quando la profilazione &#8220;si fa da sé&#8221;</h2>
<p><img style="float:left;margin-right:5px;border-width:0;" src="http://www.html.it/articoli/3118/img_03.jpg" alt="Facebook ad" width="189" height="447" />Abbiamo già presentato la profilazione come quel processo volto ad ottenere informazioni specifiche sull&#8217;utenza presente all&#8217;interno di un sito, e abbiamo visto come tale processo sia estremamente importante &#8211; se non fondamentale &#8211; per il SNS advertising.</p>
<p>Facebook, anche in questo caso, si pone ancora ad un livello differente, ad un livello superiore, ad un livello &#8220;meta&#8221;. In che senso? Nel senso che la piattaforma per l&#8217;advertising permette all&#8217;utente di <strong>effettuare una valutazione della pubblicità ricevuta </strong>(vedi immagine accanto), di definirne l&#8217;apprezzamento o meno e di esplicitare le ragioni per cui un determinato ad non viene votato positivamente: è offensivo? È falso? È fuorviante? È ripetitivo? E via dicendo … È chiaro che in questo caso siamo ad un livello di tipo differente che sfrutta il contributo diretto dell&#8217;utente per la selezione della pubblicità da mostrare.</p>
<p>Oltre ad effettuare una valutazione (positiva o negativa) la piattaforma permette anche di cambiare l&#8217;advertising mostrato con altri inerenti ai propri interessi, come se si sfogliasse un catalogo virtuale sulla pubblicità stessa.</p>
<p>Cliccando poi alla fine degli annunci (sulla dicitura <em>More Ads</em>) si ha la possibilità di accedere alla pagina dedicata a tutti gli &#8220;spot&#8221; esplicitamente destinati a noi.</p>
<p>Diventa interessante osservare, anche solo a scopo meramente informativo, la tipologia di questi annunci per farsi qualche domanda sul proprio profilo, o meglio su ciò che traspare dal proprio profilo.</p>
<h2><strong>Aspetti critici</strong></h2>
<p>Al di là delle criticità già sottolineate in questa stessa sede, parlando del social advertising (privacy, eccessiva profilazione, e così via), ci preme sottolineare l&#8217;importanza di non considerare questo tipo di strategie come la soluzione e la risposta ad ogni possibile problema.</p>
<p>Ci riferiamo, in particolar modo, alle piccole e medie realtà business, e al &#8220;vizio&#8221; di considerare queste nuove logiche come una soluzione universalmente valida e funzionale: non è così. Molto spesso le logiche tradizionali &#8211; che solo all&#8217;apparenza possono sembrare obsolete &#8211; possono tornare utili ed essere non solo più efficienti, ma anche più efficaci di quelle trattate in questo articolo.</p>
<p>Certo è che questi strumenti possono rappresentare un utile valore aggiunto, ma, personalmente, li considererei come uno <em>step</em> successivo da impiegare solo laddove vi sia già ben presente una realtà comunicativa consolidata e consapevole.</p>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p>Come abbiamo avuto modo di trattare in passato, all&#8217;interno dei social network questo tipo diretto di <em>advertising</em> è solo una &#8211; forse la più evidente &#8211; delle modalità sperimentabili. Accanto a quello che si vede esiste tutta una serie di azioni collaterali che possono essere fatte per la promozione della propria identità (Applicazioni, Pagine, Gruppi, etc.) e, come sempre, la vera sfida sta nello scegliere quali siano le risorse migliori da impiegare in funzione dei propri obiettivi.</p>
<p>Le realtà business possono trarre grossi vantaggi dall&#8217;impiego di tecnologie comunicative di questo tipo, ma anche in questo caso bisogna avere una chiara consapevolezza di ciò che si cerca e di ciò che si sta facendo. Tali condizioni sono sicuramente una base fondamentale dalla quale partire per condurre una vera campagna promozionale stile 2.0, sia che ci si muova come singoli sia come piccole realtà, sia come grandi aziende.</p>
<p>di:  Stefano Besana  tratto da <a href="http://webmarketing.html.it/articoli/leggi/3118/pubblicita-su-facebook-come-fare/">Web Marketing</a></div>
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		<title>Buzz e Viral Marketing</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 08:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonsopastore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Buzz Marketing è un termine entrato nel linguaggio comune piuttosto recentemente e si muove nel contesto &#8211; ormai universalmente noto &#8211; del web partecipativo e sociale (piattaforme 2.0). Si tratta di un fenomeno tanto complesso quanto cruciale che diviene di fondamentale importanza per quelle aziende (ma non solo per loro) che fanno del web il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=92&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Buzz Marketing</strong> è un termine entrato nel linguaggio comune piuttosto recentemente e si muove nel contesto &#8211; ormai universalmente noto &#8211; del web partecipativo e sociale (piattaforme 2.0). Si tratta di un fenomeno tanto complesso quanto cruciale che diviene di fondamentale importanza per quelle aziende (ma non solo per loro) che fanno del web il loro ambiente di lavoro e di investimento.</p>
<p><strong>«I mercati sono conversazioni»</strong> è la prima (e forse più importante) tesi del Cluetrain Manifesto: le persone si fidano molto di più di ciò che sentono dire nelle reti informali piuttosto che dei canali di informazione ufficiale; ciò significa che un prodotto in grado di garantirsi un buon passaparola è un prodotto che sicuramente avrà successo, è proprio questo il <em>fil rouge</em> che sta alla base di questo approccio. Diventa quindi interessante (1) dare alle persone motivo di parlare di noi e (2) favorire l&#8217;instaurarsi di queste conversazioni.</p>
<p>La comprensione dei principi fondamentali del buzz marketing può essere, da un lato, un validissimo strumento per migliorare la propria posizione all&#8217;interno della rete e per promuovere la propria identità on-line e, dall&#8217;altro, una chiave di comprensione utilissima nelle mani di tutti i consumatori.</p>
<h2>Buzz, Viral o passaparola?</h2>
<p>A titolo di completezza e di chiarezza, è opportuno fare presenti le distinzioni che popolano questo settore: possiamo infatti distinguere tre macro-aree principali sull&#8217;argomento.</p>
<p><strong>Buzz Marketing</strong>: si tratta del marketing basato sul passaparola delle utenze, ovvero tutte quelle attività che si discostano da quelle tradizionalmente intese. &#8220;Buzz&#8221; è un termine onomatopeico di origine inglese che designa appunto un brusio incontrollato.</p>
<p><strong>Viral Marketing</strong>: questa tipologia si differenzia dal &#8220;Buzz&#8221; &#8211; benché molto spesso considerato come suo sinonimo &#8211; per il suo carattere di volontarietà: mentre il &#8220;buzz&#8221; si diffonde molto spesso in maniera incontrollata e &#8220;dal basso&#8221;, il &#8220;viral&#8221; è molto spesso promosso dalla stessa azienda che vuole pubblicizzare un prodotto, un servizio o un bene attraverso i digital media.</p>
<p><strong>Word Of Mouth Marketing</strong>: possiamo considerarlo come un sinonimo del &#8220;Buzz&#8221;, il termine significa letteralmente &#8220;passaparola&#8221; in lingua anglosassone e designa appunto un tipo di marketing differente da quello tradizionale. Molto spesso il termine è impiegato per raggruppare le altre due classificazioni.</p>
<p>In questa sede prenderemo in esame entrambe le modalità, dato che &#8211; entrambe &#8211; rappresentano la nuova frontiera del marketing e la direzione verso cui molti si stanno già muovendo, e molti altri &#8211; a breve &#8211; si muoveranno.<span id="more-92"></span></p>
<h2>La nuova frontiera del marketing: on-line videos</h2>
<p>Uno dei punti chiave del &#8220;nuovo marketing&#8221; è rappresentato dai video. Non è un caso che il Times abbia dedicato a YouTube la copertina &#8220;Man of the year&#8221; del 2006.</p>
<p>È proprio attorno a YouTube che ruotano tutta una serie di video che dimostrano come sia possibile fare marketing e pubblicità senza nominare nemmeno un prodotto e avendo comunque un successo eclatante.</p>
<p>Un esempio di questi video possiamo trovarli nei canali ufficiali dedicati, come nel caso di Can&#8217;s Professional (trad. &#8220;I professionisti della lattina&#8221;)</p>
<p>sponsorizzato dalla Coca-Cola Company per pubblicizzare i suoi prodotti. In questi video vengono effettuate evoluzioni nel lanciare le lattine nei cestini della spazzatura: il video è diventato un vero e proprio fenomeno della rete conquistandosi &#8211; meritatamente &#8211; grande seguito, soprattutto tra i più giovani. In questo caso il video virale si diffonde in maniera quasi automatica nella rete riscuotendo grande successo. Nintendo ha fatto qualcosa di simile per la sua Wii-Fit, riprendendo una ragazza mentre si divertiva ad utilizzarlo.</p>
<p>Tali pratiche sono per l&#8217;azienda praticamente a costo zero: al di là ovviamente delle spese di produzione per video di questo tipo (decisamente inconsistenti rispetto ai colossi che li impiegano), dobbiamo ricordare che la diffusione e la risonanza del video avvengono in maniera quasi del tutto naturale, senza che vi sia necessità di interventi dall&#8217;esterno. Di non poco conto è anche tutta quella serie di video che si collocano parallelamente a quelli ufficiali: sappiamo che YouTube è il regno dell&#8217;emulazione e della parodia, ecco dunque che nell&#8217;universo telematico si scatena un fenomeno del tutto unico che vede repliche, parodie, imitazioni e anche canzonature del video originale, che non fanno altro che aumentare la risonanza del prodotto pubblicizzato.</p>
<p>Un fenomeno decisamente non secondario, che non può essere sottovalutato.</p>
<h2>Il ruolo dei social-media</h2>
<p>I social media, nello specifico i social-network, rappresentano &#8211; ormai &#8211; la realtà preponderante della rete. Il marketing non può non tenerne conto. Le aziende più intraprendenti in questo campo si sono già ampiamente date da fare.</p>
<p>Apple, per esempio, ha uno spazio ufficiale dedicato agli studenti su Facebook, attraverso il quale può facilmente diffondere news, aggiornamenti e quant&#8217;altro. Adobe possiede un account ufficiale delicious, attraverso il quale cataloga e raccoglie gli articoli, i tutorial e i post più interessanti sui suoi prodotti. Altri esempi si possono ritrovare in AT&amp;T, che ha disposto un photostream, utilizzando la piattaforma Flickr, oppure in CNN, che utilizza il servizio di microblogging offerto da Twitter per i suoi aggiornamenti.</p>
<p>Widget, applicazioni, YouTube, Facebook, Twitter, corporate blogging, MySpace, Flickr, social-network dedicati: sono solo alcune delle strategie che le aziende stanno impiegando per la loro promozione in rete. Peter Kim riporta &#8211; per chi fosse interessato all&#8217;approfondimento &#8211; in un<a href="http://www.beingpeterkim.com/2008/09/ive-been-thinki.html"> lungo elenco</a>, moltissimi di questi esempi.</p>
<p>Quelli che abbiamo citato noi, a titolo puramente informativo, sono solo alcuni casi di aziende che hanno saputo &#8211; e sanno &#8211; sfruttare &#8211; non solo i canali tradizionali, ma anche le vie alternative per promuovere la loro identità commerciale.</p>
<h2>Promuovere la propria identità nella rete 2.0</h2>
<p>Una delle questioni che sta più a cuore alle aziende è &#8211; senza ombra di dubbio &#8211; come poter proporre il loro modello di business in rete in maniera efficace. Ecco dunque che nascono le agenzie specializzate che si occupano di costruire un&#8217;identità (sociale e professionale) dell&#8217;impresa nel Web.</p>
<p>Se una volta era sufficiente un sito internet che fungesse da vetrina fine a se stessa e da repository semplice per il materiale, oggi la partecipazione dell&#8217;azienda nel web deve essere di altro tipo.</p>
<p>La questione centrale diventa quindi quella di adottare determinate strategie per ottenere risultati efficaci in questo campo.</p>
<p>Proviamo a delineare alcune colonne portanti attorno al quale costruire un discorso di questo tipo. Per prima cosa dovrebbe essere necessario domandarsi se la nostra azienda abbia davvero bisogno di investire in questo senso e se, davvero, una politica del genere possa essere l&#8217;ideale per la nostra realtà. Se ci occupiamo di innovazione e internet (ma non solo) e vogliamo essere visibili ovunque una buona idea potrebbe essere quella di dedicare delle risorse alla creazione di profili aziendali su siti specifici e su social-network dedicati, promuovere la propria immagine con un blog, aprire un social-network aziendale, un canale ufficiale su YouTube, una pagina su MySpace, etc.</p>
<p>Ciò che non deve accadere è il farsi prendere troppo la mano e investire in maniera sconsiderata risorse che potrebbero essere gestite in maniera decisamente più intelligente per l&#8217;azienda.</p>
<p>Ovviamente per chi avesse già maturato una consapevolezza in tale campo, non resta che rivolgersi a professionisti del settore che siano in grado di consigliare quale strategia sia meglio adottare in funzione dei propri obiettivi.</p>
<p>Pensando ad un possibile planning di questi approcci, generalmente ci si muove in questo modo:</p>
<ol>
<li>Si cercano i volontari o le persone interessante a parlare di noi e dei nostri prodotti.</li>
<li>Si offrono le ragioni per poter parlare di questi prodotti alle persone che abbiamo selezionato o che si sono offerte (occasioni speciali, prodotti particolarmente interessanti, etc.)</li>
<li>Si potenzia la comunicazione impiegando gli strumenti adatti e favorendo la diffusione del buzz: blog, e-mail, social-netowrk, video, games, e tutto quello che può essere utile ad aumentare la risonanza di quello che facciamo.</li>
<li>Si prende parte alla conversazione si aiuta la diffusione del buzz partecipando in maniera attiva.</li>
<li>Si monitorano gli andamenti delle conversazioni e si raccolgono feedback fondamentali per correggere il proprio comportamento.</li>
</ol>
<p>Per tutte le aziende &#8211; invece &#8211; che magari non abbiano un sostrato particolarmente favorevole per una promozione in questa direzione, consigliamo di potenziare prima di tutto i canali tradizionali, perché fungano da base di supporto a possibili sviluppi futuri.</p>
<p>È bene precisare, sempre, che non esistono metodi di promozione efficaci in assoluto, ogni realtà deve potersi ritagliare uno spazio personale e promuovere la propria specificità in un certo modo. I risultati migliori si ottengono &#8211; quasi sempre &#8211; quando si comprende questo punto fondamentale.</p>
<h2>Analizzare il &#8220;buzz&#8221;</h2>
<p>Una volta compreso che cosa sia il buzz, diventa fondamentale indagare quali siano le dinamiche che stanno alla sua base e per fare questo, molto spesso si ricorre a veri e propri professionisti delle analisi che si occupano di monitorare e analizzare il comportamento delle utenze e del prodotto in rete.</p>
<p>Ma come indagare quanto accade in rete? Come monitorare l&#8217;andamento di un prodotto? Come verificare se sia presente o meno una campagna virale? O se questa campagna virale abbia avuto o meno l&#8217;effetto sperato?</p>
<p>A queste domande si tenta di dare risposta sfruttando metodi di ricerca in rete che, anche in questo caso, si discostano da quelli tradizionali, per alcune ragioni fondamentali. In questo tipo di ricerca il semplice dato quantitativo non è mai completo né soddisfacente, tant&#8217;è che si ricorre molto spesso &#8211; se non sempre &#8211; ad analisi anche qualitative che integrino i risultati già noti e offrano profili definiti che determinino la posizione di un determinato prodotto, o servizio, all&#8217;interno delle reti sociali e della rete globale.</p>
<p>Passando al lato pratico possiamo distinguere alcune metodologie impiegate dai ricercatori di questo campo che si differenziano (anche se non di moltissimo) dalle ricerche di marketing tradizionale.</p>
<p>Vediamo assieme alcuni passaggi chiave:</p>
<ul>
<li><strong>Analisi delle reti sociali</strong>: la <em>social-network analysis</em> è la traduzione in digitale dei principi che muvono le analisi sociologiche ed economiche nella vita reale. Alla base di queste teorie c&#8217;è una rappresentazione della società come reticolo di relazioni: ogni individuo è inteso come un nodo dal quale si diramano diversi legami. La comprensione di questi legami chiarisce il ruolo e il peso che ogni nodo ha all&#8217;interno della rete.</li>
<li><strong>Analisi delle comunità on-line</strong>: l&#8217;analisi delle community è largamente impiegata in termini di marketing on-line e di ricerche di mercato. Si tratta di analizzare e indagare, attraverso osservazione non partecipante e monitoraggio costante le opinioni, i pensieri e le credenze delle utenze. Entrare in un gruppo per comprenderne i capisaldi.</li>
<li><strong>Etnografia digitale</strong>: il ricercatore che adotta un metodo etnografico entra a far parte a tutti gli effetti della comunità che vuole studiare. Nel caso dell&#8217;approccio digitale si distinguono due classi di partecipazione: nel caso si tratti di partecipazione non attiva si parla di lurking, azione tipica di forum, newsgroup e affini, di chi, pur facendo parte del gruppo non partecipa mai alle conversazioni. L&#8217;altro tipo di partecipazione coinvolge invece il ricercatore in maniera diretta e concreta. La social-network analysis è una branca di questo tipo di analisi.</li>
</ul>
<p>In casi come questi si cerca di comprendere quali siano i messaggi più significativi lasciati dalla utenze e quali dinamiche si creino all&#8217;interno di community ufficiali e non. Si effettuano, generalmente, analisi sommarie che mirano ad individuare le conversazione e i messaggi più interessanti e poi si procede con l&#8217;analisi &#8211; più accurata e attenta &#8211; qualitativa dei messaggi estratti.</p>
<p>Analizzare il buzz attorno ad un prodotto &#8211; è bene chiarirlo &#8211; non è affatto cosa semplice, abbiamo visto che tale fenomeno si muove in direzioni non lineari, molto spesso di difficile controllo, a volte anche negative e controproducenti per l&#8217;azienda stessa. Per chi effettua ricerche di questo tipo è necessaria non solo un&#8217;ottima conoscenza degli strumenti tradizionali, ma anche una buona dose di creatività.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Giungendo al termine del nostro discorso ci preme mettere l&#8217;accento su alcune questioni rilevanti.</p>
<p>Abbiamo visto come il buzz marketing possa essere uno strumento davvero interessante, ma anche come possa rivelarsi &#8211; inaspettatamente &#8211; fonte di danni non trascurabili per una azienda. Che cosa fare dunque?</p>
<p>Sicuramente non ci si può limitare ad ignorare ciò che accade, sperando di poter sopravvivere per inerzia. Nasce la necessità di reinventarsi e di reinventare i propri schemi: l&#8217;unica chiave che può aiutarci in tal senso è la consapevolezza del mezzo che utilizziamo, che si elabora attraverso una costante osservazione di ciò che ci circonda. Impariamo a notare i segnali di un buzz, a proporlo noi stessi, a cavalcare un successo emergente e a monitorare ciò che proviene dalla utenze. Perché proprio come afferma Eric S. Raymond: «La cosa migliore, dopo l&#8217;avere buone idee, è riconoscere quelle che arrivano dagli utenti. Qualche volta sono le migliori».</p>
<p>di: Stefano Besana 29 Gennaio 2009 <em>fonte: <a href="http://webmarketing.html.it/articoli/leggi/2952/buzz-e-viral-marketing/1/">webmarketing.html.it</a></em></p>
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		<title>Facebook e il Social Advertising</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 17:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonsopastore</dc:creator>
				<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[business e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo articolo trattiamo il cosiddetto Social Advertising: fenomeno recente che fa, genericamente, riferimento all&#8217;impiego di spazi pubblicitari all&#8217;interno delle reti sociali. Analizzeremo le implicazioni che tali strumenti portano inevitabilmente con loro: implicazioni non solo &#8220;tecnologiche&#8221;, ma anche culturali e sociali.
Organizzeremo la nostra trattazione assumendo Facebook come modello di riferimento, sia per l&#8217;enorme diffusione che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=84&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>In questo articolo trattiamo il cosiddetto <strong>Social Advertising</strong>: fenomeno recente che fa, genericamente, riferimento all&#8217;impiego di spazi pubblicitari all&#8217;interno delle reti sociali. Analizzeremo le implicazioni che tali strumenti portano inevitabilmente con loro: implicazioni non solo &#8220;tecnologiche&#8221;, ma anche culturali e sociali.</p>
<p>Organizzeremo la nostra trattazione assumendo <strong>Facebook come modello di riferimento</strong>, sia per l&#8217;enorme diffusione che tale social-network ha raggiunto (quasi globale rispetto alle utenze attive di internet) configurandosi come leader indiscusso del settore, sia per il contributo apportato in questo campo dalla nota rete sociale. Tratteremo sia della <strong>profilazione</strong> dell&#8217;utenza: modalità attraverso la quale si raccolgono informazioni sulle persone, sia delle differenti tipologie di advertising possibili; non mancando, però, di lasciare qualche suggerimento anche a chi volesse sperimentare queste strategie in prima persona. A questo articolo seguirà un approfondimento specifico dedicato alla piattaforma specifica di Facebook.</p>
<div><img src="http://www.html.it/articoli/3067/img_01.jpg" alt="Powered by you" width="434" height="295" /></div>
<h2>Comprendere il Social-Advertising</h2>
<p>Ma che cos&#8217;è esattamente il social-advertising? Di che cosa si tratta nello specifico? Con tale termine (che non ha nulla a che vedere con la &#8220;pubblicità sociale&#8221; &#8211; e.g. pubblicità progresso e simili &#8211; che promuove cambiamenti al&#8217;interno di aree di interesse pubblico, come sanità, medicina, ambiente etc.) si è soliti definire quel tipo particolare di pubblicità che, al contrario del vecchio modello che proponeva annunci basati sulla conoscenza della pagina di un sito o dei documenti in essa contenuti, si basa sulla <strong>conoscenza delle informazioni relative all&#8217;utente stesso</strong>.</p>
<p><span id="more-84"></span></p>
<p>L&#8217;evoluzione dell&#8217;advertising sul web ha seguito linee di tendenza ben precise. Si è partiti dalla pubblicità generica gestita indistintamente a quella contestuale ai contenuti presenti all&#8217;interno della pagina, sino ad arrivare &#8211; ai giorni nostri &#8211; allo sviluppo di una vera e propria <em>social-advertising intelligence</em> che sarà oggetto specifico della nostra trattazione.</p>
<p>Facebook stessa, nelle parole del suo fondatore ed ideatore Mark Zuckerberg (2007) tenta di fornire una spiegazione di tale fenomeno: «Social actions are powerful because they act as trusted referrals and reinforce the fact that people influence people».</p>
<p>Le <strong>azioni sociali</strong> sono molto potenti perché agiscono e si basano sulle reti di fiducia che le persone instaurano tra di loro. Ecco, quindi, che nelle parole del fondatore del noto social network (SNS) si legge come non sia più una mera questione di messaggi o pubblicità che vengono trasmesse ed erogate dalle aziende, ma si tratta di informazioni condivise e co-costruite tra amici e conoscenti. Tali azioni sociali sono dunque la base per la costruzione, non solo di un nuovo modello di comunicazione e relazione, ma di un nuovo modello di marketing e di business.</p>
<h2>La profilazione dell&#8217;utenza</h2>
<p>Per meglio comprendere le basi attorno alle quali si muove tale fenomeno, cerchiamo di entrare nello specifico di uno dei termini fondamentali del social advertising e cioè quello di &#8220;profilazione&#8221; dell&#8217;utenza. Che cosa intendiamo con questo termine? Semplicisticamente la <strong>capacità di tenere traccia di ogni profilo</strong> presente all&#8217;interno della rete e di organizzare i contenuti promozionali a seconda della persona che impiega la piattaforma, raccogliendo dati e informazioni sull&#8217;utenza stessa. A livello più approfondito possiamo distinguere due livelli di profilazione.</p>
<ul>
<li><strong>Profiling implicito</strong>: in questo caso la raccolta dei dati avviene senza che l&#8217;utente ne sia consapevole, si raccolgono informazioni relative ai cookies, all&#8217;IP di colui che naviga in quel momento, all&#8217;ISP, tutte quelle informazioni connesse alla semplice navigazione internet.</li>
<li><strong>Profiling esplicito</strong>: questo tipo di profilazione &#8211; molto più profonda &#8211; si basa sulla richiesta di informazioni del sito all&#8217;utente che, inserendo dati, compilando moduli, scrivendo e-mail o contattando persone, rilascia al sito web in questione (nel nostro caso il SNS del momento) tutta una serie di informazioni e di dati veramente preziosi (e non solo per quelli che intendono sfruttarli a fini commerciali). Il modello di Business di Facebook è basato &#8211; in gran parte &#8211; proprio su questo.</li>
</ul>
<p>È chiaro che all&#8217;interno di un social network la profilazione avviene sia in senso esplicito sia in senso implicito, portando la cosa a livelli davvero approfonditi. Nasce, a questo punto, l&#8217;esigenza di esemplificare alcune tipologie possibili dei dati che vengono raccolti, provando anche a dare alcune indicazioni generiche che aiutino a comprendere meglio quali siano le informazioni &#8220;tracciate&#8221;:</p>
<ul>
<li>la serie delle <strong>scelte di navigazione</strong> effettuate sul sito in esame dagli utenti unici identificati;</li>
<li>la <strong>dichiarazione esplicita</strong> di preferenze e interessi ottenuta tramite procedure di registrazione o sondaggi (e.g. la funzione Like/Dislike di Facebook o FirendFeed, o i sondaggi generici);</li>
<li>la raccolta di <strong>dati demografici</strong> (e.g. attraverso la semplice registrazione e l&#8217;inserimento di informazioni nei SNS);</li>
<li>la risposta degli <strong>utenti identificati</strong> a promozioni o a contenuti particolari.</li>
</ul>
<p>Tale meccanismo è davvero interessante soprattutto alla luce delle numerosissime correlazioni che è possibile instaurare tra i dati raccolti, vediamo qualche esempio:</p>
<ul>
<li><strong>Content affinities</strong> (affinità di contenuto): fa riferimento all&#8217;insieme di contenuti che tendono ad essere visualizzati assieme dalle utenze del sito in oggetto;</li>
<li><strong>Content effectiveness</strong> (efficacia dei contenuti): riferito ai siti commerciali, una correlazione tra i contenuti visti e gli acquisti realmente eseguiti, incrociando i dati si ottengono informazioni sulle sessioni utili che si sono concluse in maniera positiva;</li>
<li><strong>Product affinities</strong> (affinità di prodotto): riguarda l&#8217;elenco dei prodotti che vengono &#8211; generalmente acquistati insieme &#8211; se un utente è interessato al prodotto x, è probabile che sia interessato anche al prodotto y. È una pratica largamente impiegata nei siti di commercio on-line.</li>
</ul>
<p>Le schematizzazioni che abbiamo riportato hanno il semplice scopo di calare nel concreto i discorsi fatti in precedenza, non hanno nessuna pretesa di esaustività o di generalizzazione, ma intendono semplicemente presentare alcune delle possibili modalità di raccolta e utilizzo dei dati. Le <strong>modalità realmente presenti sono numerosissime</strong> e spesso difficilmente categorizzabili in maniera stretta.</p>
<p>Non servono grosse competenze per comprendere la portata che tale sistema ha e le ricadute che comporta: la pubblicità non è più destinata ad una massa indefinita di persone, nella speranza che tra un numero elevato di soggetti si riesca a raggiungere anche chi è interessato; ma accade esattamente l&#8217;opposto: l&#8217;advertising è preciso, mirato, selezionato.</p>
<p>L&#8217;azienda arriva direttamente al potenziale cliente, senza alcuna difficoltà.</p>
<h2>La selezione del target</h2>
<p>La profilazione non è fine a se stessa, ma serve a identificare, come abbiamo visto, tipologie di utenze specifiche che presentino determinate caratteristiche che siano poi &#8220;spendibili&#8221; in maniera utile da parte degli interessati.</p>
<p>Una volta raccolte, le informazioni vengono analizzate e utilizzate.</p>
<p>Ecco quindi che se un&#8217;azienda vorrà pubblicizzare <strong>un prodotto per i giovani</strong>, andrà a collocarsi in una fascia under 25; o se &#8211; per esempio &#8211; un&#8217;agenzia viaggi dovesse promuovere qualche offerta speciale per una location esotica, andrebbe a selezionare un tipo di utenza che ha espresso preferenze rispetto a quella località e/o indirizzerebbe i suoi sforzi sul tipo di utenza che riterrebbe statisticamente significativo per la propria promozione.</p>
<p>Un discorso è fare <strong>pubblicità indistintamente verso chiunque</strong>; un altro caso è conoscere il panorama di utenze di cui si dispone, individuare il proprio target specifico di riferimento e indirizzare i propri sforzi in questo senso.</p>
<p>Questo tipo di approccio per le aziende comporta un <strong>notevole vantaggio sia in termini di efficacia che in termini di efficienza</strong>: nel primo caso perché c&#8217;è maggiore probabilità che le utenze contattate possano essere interessate al prodotto o al servizio venduto/erogato; nel secondo perché il rapporto costi/benefici è senza dubbio minore rispetto a quello possibile per una campagna di marketing tradizionale che porti gli stessi effetti.</p>
<p>Ecco, dunque, che s&#8217;intravede la seconda questione cardine: l&#8217;interesse delle aziende in questo settore è motivato da un notevole interesse di tipo economico.</p>
<h2>Facebook: non solo advertising diretto e non</h2>
<p>Come abbiamo precedentemente affermato <strong>Facebook rappresenta un caso del tutto particolare</strong> grazie anche alle innovazioni apportate che sono state in grado di dettare un vero e proprio standard e grazie agli enormi livelli pervasivi &#8211; e invasivi &#8211; che tale SNS ha raggiunto. Ma non solo: se ci pensiamo un attimo Facebook è il social network che più di tutti &#8220;colleziona&#8221; <strong>informazioni sul nostro conto</strong>: dai gusti alle amicizie, dal lavoro alla professione, dai contatti virtuali a quelli reali, dagli interessi alle attitudini. Rifacendoci a ciò che dicevamo poco sopra resta chiara l&#8217;importanza di analizzare questo servizio più nel dettaglio.</p>
<p>L&#8217;evoluzione che il <em>social advertising</em> ha avuto all&#8217;interno del noto social network è analizzabile anche solo semplicemente alla luce dei cambiamenti grafici dell&#8217;interfaccia. Chi ricorda la prima versione di Facebook, ha sicuramente idea di quanto poco fosse lo spazio pubblicitario dedicato agli annunci rispetto alle attuali versioni in cui un&#8217;intera colonna è dedicata ad immagini, annunci, sponsor e simili. Alla <strong>fase &#8220;esplorativa&#8221; iniziale</strong> è seguita quella di monetizzazione. Tale &#8220;cambiamento di tendenza&#8221; ci spinge a comprendere quanto i nuovi fenomeni di marketing siano influenti all&#8217;interno delle nostre realtà (siano esse virtuali o meno).</p>
<p>Accanto alla già citata piattaforma specifica di Facebook per l&#8217;advertising, che sarà oggetto di un articolo specifico che pubblicheremo prossimamente, esistono tutta una serie di <strong>dinamiche pubblicitarie</strong> che si muovono all&#8217;interno della rete sociale senza che le utenze ne siano consapevoli.</p>
<p>Cosa intendiamo? Intendiamo dire che un conto è l&#8217;advertising esplicito posto a lato della pagina e segnalato come tale, un altro conto è quello indiretto espresso da altre applicazioni o da altri servizi offerti dal SNS. Vediamo di chiarificare ciò che intendiamo dire.</p>
<p>Pensiamo semplicemente alle pagine &#8220;Fan di…&#8221;, ai gruppi o al fatto che qualunque sviluppatore possa creare un&#8217;applicazione personalizzata da diffondere all&#8217;interno di Facebook. In questo caso il confine tra advertising sociale, mirato e preciso, <em>buzz &amp; viral marketing</em> e <em>game advertising</em> diventa sempre più sfumato e meno chiaro: distinguere tra tutte queste categorizzazioni non è semplice, e spesso si rischia di perdere di vista il vero oggetto della questione che è il cambiamento vero e proprio delle logiche tradizionali, al di là di ogni classificazione di sorta.</p>
<p>Distinguiamo, quindi, alcune modalità di advertising indiretto che è possibile fare attraverso Facebook (o servizi simili).</p>
<h2>Pagine</h2>
<p>Quanti di voi, prima di oggi hanno mai riflettuto sull&#8217;&#8221;essere fan di qualcosa?&#8221;. Sappiamo bene che si tratta di un&#8217;azione che viene spesso fatta in modo automatico, semplicemente per seguire un trend o per essere al passo con gli amici e la propria rete di contatti. Tuttavia l&#8217;essere fan di qualcosa ha implicazioni ben precise anche dal punto di vista del marketing.</p>
<p>Le <strong>pagine</strong> sono gratuite e &#8211; potenzialmente &#8211; realizzabili da chiunque, anche se, come si legge nel disclaimer tale creazione dovrebbe (uso il condizionale per ovvie ragioni) spettare solo ad un rappresentante autorizzato di tale marca, organizzazione o persona.</p>
<div>
<p>Figura 1: La pagina della Lancia</p>
<p><img src="http://www.html.it/articoli/3067/img_02.jpg" alt="La pagina della Lancia" width="450" height="291" /></div>
<p>Le pagine, rispetto ai gruppi, prevedono un&#8217;elevata personalizzazione, vengono indicizzate da Google e offrono un servizio di monitoraggio delle visite e delle iscrizioni davvero utile e ben fatto. Il restyling più recente della piattaforma di SNS (2009) le ha rese più simili alle pagine personali dei profili reali, attraverso questa modifica le modalità di personalizzazione per gli amministratori sono aumentate notevolmente. Oltretutto FB offre la possibilità di avviare campagne pubblicitarie specifiche per le proprie pagine unendo quindi le specificità della piattaforma esplicitamente dedicata all&#8217;advertising con queste realtà.</p>
<p>La creazione di una pagina è davvero semplice e non richiede nessuna particolare competenza: è sufficiente recarsi all&#8217;indirizzo <a href="http://www.facebook.com/pages" target="_blank">http://www.facebook.com/pages</a> e seguire la procedura guidata.</p>
<p>Le pagine rappresentano un valido punto di partenza per la costruzione di un&#8217;identità virtuale prima, e di una campagna di marketing, poi.</p>
<h2>Gruppi</h2>
<p>Anche in questo caso se pensiamo ai gruppi la nostra prima immagine andrà difficilmente nella dimensione pubblicitaria, eppure tali strumenti &#8211; offerti dal SNS in maniera del tutto gratuita &#8211; possono divenire potenti strumenti di marketing se impiegati in maniera corretta.</p>
<div>
<p>Figura 2: Il gruppo dedicato alla Apple</p>
<p><img src="http://www.html.it/articoli/3067/img_03.jpg" alt="Il gruppo dedicato alla Apple" width="450" height="284" /></div>
<p>Il gruppo di Facebook può ruotare attorno ad un <strong>oggetto specifico o essere più generico</strong>, ma di sicuro è uno dei luoghi privilegiati per il buzz marketing, tant&#8217;è che moltissime aziende di comunicazione ne tengono sotto stretto controllo le dinamiche interne.</p>
<p>Aprire un gruppo di promozione della propria identità non ha nessun costo, <strong>mantenerlo correttamente e pubblicizzarlo</strong> all&#8217;interno della rete è, però, un altro discorso. Personalmente sono dell&#8217;opinione che i gruppi all&#8217;interno dei SNS più che vere e proprie comunità virtuali siano semplici &#8220;etichette&#8221; che esprimono preferenze, tendenze e atteggiamenti dei soggetti e che spesso vengano sottoscritti semplicemente per seguire una moda e non un vero e proprio interesse.</p>
<p>Certo è che un gruppo numeroso (così come una pagina con molti iscritti) e ben nutrito è un&#8217;ottima chance per i suoi amministratori di contattare un buon numero di persone e di soggetti potenzialmente interessati.</p>
<p>La forza di tali strumenti, come facilmente intuibile, è connessa all&#8217;enorme viralità con la quale si diffondono e all&#8217;estrema facilità che possiedono di raggiungere &#8211; in brevissimo tempo &#8211; un numero enorme di utenze. Come abbiamo visto in passato è proprio su questo che si basano le nuove logiche di marketing.</p>
<p>I gruppi si creano dalla pagina <a href="http://www.facebook.com/groups/create.php" target="_blank">http://www.facebook.com/groups/create.php</a>.</p>
<h2>Le modalità meno evidenti</h2>
<p>Non solo pagine e gruppi, che pur rappresentano i due veicoli principali, data anche la loro enorme semplicità di creazione e di fruizione (decisamente alla portata di qualunque utente), ma anche eventi, applicazioni, sondaggi.</p>
<p>L&#8217;<strong>applicazione di Facebook per creare eventi</strong>, permette &#8211; infatti &#8211; di segnalare party di inaugurazione, congressi, fiere, meeting, insomma: tutto ciò che può essere direttamente &#8211; o indirettamente &#8211; collegato con il nostro brand. L&#8217;applicazione si raggiunge cliccando sulla barra inferiore del SNS e anche in questo caso</p>
<p>Di natura un po&#8217; differente (anche leggermente più complessa) sono le applicazioni che si articolano secondo differenti gradi. All&#8217;interno di tale categoria possiamo classificare sia le applicazioni già presenti in FB sia quelle che vengono sviluppate direttamente dalle aziende interessate sfruttando le API messe a disposizione dal SNS. All&#8217;interno della prima categoria, possiamo segnalare sicuramente <a href="http://apps.facebook.com/makeaquiz" target="_blank">Make a Quiz!</a>, attraverso il quale è possibile creare quiz personalizzati da diffondere attraverso il proprio profilo; molto simile a questa è l&#8217;applicazione per i <strong>sondaggi</strong> (pool).</p>
<p>Di differente tipologia sono le <strong>applicazioni a sfondo ludico</strong> (e.g. mini-flash game) che vengono creati dalle grandi industrie allo scopo di pubblicizzare un prodotto o un brand specifico. La creazione di tali applicazioni rappresenta sicuramente uno scoglio difficilmente superabile da un utente medio e le competenze richieste per la creazione e l&#8217;amministrazione li fanno divenire i canali specifici delle grandi aziende o delle realtà già consolidate. Per calare la nostra trattazione nel concreto pensiamo solamente alla recentissima applicazione di Famiglia Cristiana o a quella sviluppata dalla Barilla &#8211; Mulino Bianco.</p>
<div>
<p>Figura 3: L&#8217;applicazione Make a Quiz!</p>
<p><img src="http://www.html.it/articoli/3067/img_04.jpg" alt="L'applicazione Make a Quiz!" width="450" height="284" /></div>
<div></div>
<div>
<h2>Le criticità</h2>
<p>Se da un lato possiamo evidenziare con estrema facilità i vantaggi che derivano da questi nuovi modelli (soprattutto per le realtà business), dall&#8217;altro non possiamo mancare di sottolineare anche le criticità che, naturalmente emergono. In primo luogo: <strong>che fine fa la privacy delle utenze</strong> (posto che sia mai esistita)?</p>
<p>Sono discorsi che spesso vengono affrontati anche dai media tradizionali, più per il loro enorme impatto sull&#8217;immaginario collettivo che per le reali problematiche ad essi connessi.</p>
<p>A mio parere il tutto si traduce in un semplice <em>nihil sub sole novi</em>: la privacy in tali siti non è mai stata tratta: i dati sono sempre e comunque disponibili e visibili, è esplicitamente dichiarato nelle policy di molti di questi siti la perdita di paternità e di ogni diritto sul materiale inserito, di qualunque tipo esso sia. Personalmente non penso che quello decantato come problema irrisolvibile dei SNS sia realmente tale, penso che sia piuttosto la percezione del problema come tale a spaventare molto le utenze. In questo senso un po&#8217; di accortezza, di senso critico e di consapevolezza nell&#8217;uso del mezzo possono sicuramente essere di grande aiuto ed offrire una valida risposta a moltissime preoccupazioni.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Quanto analizzato ci pone di fronte a questioni non indifferenti: per il consumatore lo &#8220;spazio pubblicitario&#8221; non è più qualcosa di definito e statico, ma rappresenta piuttosto un contorno (se non &#8211; alle volte &#8211; addirittura il contenuto stesso) sempre visibile e sempre presenta all&#8217;interno delle differenti dinamiche comunicative. L&#8217;utente diventa protagonista attivo e non è più visto come un semplice contenitore vuoto nel quale trasferire il messaggio.</p>
<p>Rispetto a quanto visto sul buzz e sul viral marketing, qui abbiamo una chiara intenzionalità pubblicitaria, programmata, pianificata e studiata a tavolino, l&#8217;attenzione al target è misurata, pesata, mai improvvisata. La forza di tali campagne si basa proprio sulla capacità di raggiungere le persone che si stanno cercando.</p>
<p>La conoscenza di tali fenomeni non è fine a se stessa, ma offre all&#8217;utente la chiave per lo sviluppo di una maggiore consapevolezza nell&#8217;uso del mezzo, cosa che, sicuramente, può sempre essere utile.</p>
<h1></h1>
<p>di: <a href="mailto:stefano.besana@gmail.com">Stefano Besana</a> 14 Maggio 2009 &#8211; webmarketing.html.it</div>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/businessprojectmanager.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/businessprojectmanager.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/businessprojectmanager.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/businessprojectmanager.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/businessprojectmanager.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/businessprojectmanager.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/businessprojectmanager.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/businessprojectmanager.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/businessprojectmanager.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/businessprojectmanager.wordpress.com/84/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=84&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">alfonsopastore</media:title>
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			<media:title type="html">Powered by you</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">La pagina della Lancia</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Il gruppo dedicato alla Apple</media:title>
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			<media:title type="html">L'applicazione Make a Quiz!</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Suggestioni storiche nella Badia di Santa Maria de Olearia a Maiori</title>
		<link>http://businessprojectmanager.wordpress.com/2009/09/03/suggestioni-storiche-nella-badia-di-santa-maria-de-olearia-a-maiori/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 08:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonsopastore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[business e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[maiori]]></category>

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		<description><![CDATA[Storia, teatro, musica e degustazione hanno solcato il terreno della Badia di Santa Maria de Olearia, dove l’associazione Happy Hours ha realizzato, per il secondo anno consecutivo, un ciclo di visite guidate alternative: “Viaggio nel X sec”<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=82&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Maiori. Costiera Amalfitana.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Storia, teatro, musica e degustazione hanno solcato il terreno della Badia di Santa Maria de Olearia, dove l’associazione Happy Hours ha realizzato, per il secondo anno consecutivo, un ciclo di visite guidate alternative: “Viaggio nel X sec”.</span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">L’intento degli organizzatori, pienamente raggiunto, era quello di valorizzare un bene culturale unico nel suo genere nel comprensorio della costiera amalfitana, che tuttavia rimane sconosciuto ai più, anche ai residenti.</span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">La Badia è infatti l’unico esemplare di eremo benedettino con arte bizantina conservatosi in modo pressoché integro.</span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">I visitatori sono stati accompagnati alla scoperta del luogo da un cicerone bizzarro, ma coinvolgente e preparato, l’eclettico Francesco Savastano, membro dell’associazione nonché autore dei testi delle visite guidate.</span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Una volta apprezzati i magnifici affreschi delle tre cappelle che formano il complesso, il pubblico ha potuto ascoltare le note classiche di Bach, Mozart e altri dal violino della splendida Antonella Ferraioli, già musicista di Amedeo Minghi, mentre Danilo Autero (attore della fiction “Vivere”) ripercorreva i tratti salienti della storia dell’eremo benedettino.</span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Grande la soddisfazione dei presenti, che estasiati dal luogo e dalle atmosfere mistiche e quasi surreali, hanno potuto sorseggiare del buon vino e degustare provolone del monaco, fior di latte e biscotto d’Agerola su una terrazza all’aperto con vista sulla costiera, il tutto in una notte limpida e illuminata da una luna dirompente.</span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Insomma, anche il “cielo” ha premiato l’impegno dei ragazzi dell’Associazione Happy Hours, per cui non ci resta che augurare loro un futuro di successi per i prossimi impegni in cantiere.</span></span></p>
<p style="text-align:right;" align="right"><em><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Florinda Fiordaliso</span></span></strong></em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p style="text-align:left;"><strong><span style="font-size:x-small;"><em>articolo tratto da <a href="http://www.positanonews.it/index.php?page=dettaglio&amp;sez=Suggestioni+storiche+nella+Badia+di+Santa+Maria+de+Olearia+a+Maiori&amp;id=27551//">Positano News</a> del 31/08/2009</em><br />
</span></strong></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/businessprojectmanager.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/businessprojectmanager.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/businessprojectmanager.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/businessprojectmanager.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/businessprojectmanager.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/businessprojectmanager.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/businessprojectmanager.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/businessprojectmanager.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/businessprojectmanager.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/businessprojectmanager.wordpress.com/82/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=82&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">alfonsopastore</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Due Passi nella Storia&#8230;Viaggio nel X sec. d.C &#8211; Abbazia Medievale S. Maria de&#8217; Olearia</title>
		<link>http://businessprojectmanager.wordpress.com/2009/09/01/due-passi-nella-storia-viaggio-nel-x-sec-d-c-abbazia-medievale-s-maria-de-olearia/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 15:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonsopastore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[business e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[maiori]]></category>

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		<description><![CDATA[Viaggio nel X sec. d.C nasce con l'obiettivo di valorizzare e avvicinare la gente ad uno dei monumenti più belli ed antichi dell'intera Costiera Amalfitana: l'Abbazia di S. Maria de Oleraia.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=76&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Viaggio nel X sec. d.C nasce con l&#8217;obiettivo di valorizzare e avvicinare la gente ad uno dei monumenti più belli ed antichi dell&#8217;intera Costiera Amalfitana: l&#8217;Abbazia di S. Maria de Oleraia.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://myspace.com/hhamalficoast"><img class="aligncenter size-medium wp-image-77" title="Abbazia-Medievale-web1" src="http://businessprojectmanager.files.wordpress.com/2009/09/abbazia-medievale-web1.png?w=215&#038;h=300" alt="Abbazia-Medievale-web1" width="215" height="300" /></a></p>
<p>L&#8217;evento, scaturito da un intenso lavoro di ricerca presso il Centro di Storia e Cultura Amalfitana e giunto alla seconda edizione, consiste in uno spettacolo itinerante che tra musiche e rappresentazioni porterà il pubblico alla scoperta delle meraviglie pittoriche ed architettoniche del sito.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://businessprojectmanager.wordpress.com/2009/09/01/due-passi-nella-storia-viaggio-nel-x-sec-d-c-abbazia-medievale-s-maria-de-olearia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ov3nhIKaDqE/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;"><span id="more-76"></span></p>
<p>Un viaggio nel passato, che attraverso la voce e l&#8217;interpretazione dell&#8217;attore Danilo Autero (Vivere, Canale 5) e le musiche curate da Antonella Ferraioli (Primo Violino di Amedeo Minghi), farà rivivere e respirare le vicende storiche che hanno caratterizzato questo fantastico monumento.</p>
<p>La progettazione, l&#8217;organizzazione e la promozione dell&#8217;evento sono interamente curate dall&#8217;<a href="http://myspace.com/hhamalficoast">Associazione Happy Hours</a>.</p>
<p>Date le caratteristiche strutturali ed architettoniche del sito l&#8217;evento potrà ospitare solo un numero definito di persone. Sono previsti 4 spettacoli serali con partenza da Maiori.</p>
<p>L&#8217;evento prevede inoltre un momento di degustazione dove il pubblico potrà assaporare una selezione dei migliori vini dalle Cantine Barone.</p>
<p>SERVIZIO NAVETTA GRATUITO</p>
<p>Informazioni:</p>
<p><a href="http://myspace.com/hhamalficoast">www.myspace.com/hhamalficoast</a></p>
<p>associazionehappyhours@gmail.com, associazionehappyhours@hotmail.it,</p>
<p>tel: +39 3896729968 &#8211; +39 3284716545</p>
<p>Biglietti: AAST MAIORI &#8211; tel.: 089.877452</p>
<p>Abbazia S. Maria de Olearia</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/businessprojectmanager.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/businessprojectmanager.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/businessprojectmanager.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/businessprojectmanager.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/businessprojectmanager.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/businessprojectmanager.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/businessprojectmanager.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/businessprojectmanager.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/businessprojectmanager.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/businessprojectmanager.wordpress.com/76/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=76&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">alfonsopastore</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://businessprojectmanager.files.wordpress.com/2009/09/abbazia-medievale-web1.png?w=215" medium="image">
			<media:title type="html">Abbazia-Medievale-web1</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/ov3nhIKaDqE/2.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>a Corto di Idee &#8211; 2° Rassegna di Cortometraggi Indipendenti &#8211; Maiori, 16/17 Maggio 2009</title>
		<link>http://businessprojectmanager.wordpress.com/2009/04/02/a-corto-di-idee-2%c2%b0-rassegna-di-cortometraggi-indipendenti-maiori-1617-maggio-2009/</link>
		<comments>http://businessprojectmanager.wordpress.com/2009/04/02/a-corto-di-idee-2%c2%b0-rassegna-di-cortometraggi-indipendenti-maiori-1617-maggio-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 09:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonsopastore</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggio]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[rassegna]]></category>
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		<category><![CDATA[cortometraggi]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;associazione culturale senza scopo di lucro “Happy Hours”, organizza la 2° edizione della Rassegna &#8220;A CORTO di idee&#8220;.
La rassegna è rivolta a TUTTI: filmaker e videoamatori italiani e stranieri, Istituti scolastici, Associazioni e Società che abbiano o meno già prodotto cortometraggi.

L’obiettivo della Rassegna è valorizzare, promuovere e divulgare il Cortometraggio come forma espressiva particolarmente valida [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=67&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div class="description UIOneOff_Container" style="text-align:left;"><a href="http://www.myspace.com/hhamalficoast">L&#8217;associazione culturale</a> senza scopo di lucro “<a href="http://www.mypace.com/hhamalficoast">Happy Hours</a>”, organizza la 2° edizione della Rassegna &#8220;<a href="http://www.pigrecoemme.com/a-corto-di-idee/">A CORTO di idee</a>&#8220;.<br />
La rassegna è rivolta a TUTTI: filmaker e videoamatori italiani e stranieri, Istituti scolastici, Associazioni e Società che abbiano o meno già prodotto cortometraggi.</div>
<div class="description UIOneOff_Container" style="text-align:left;"><a href="http://www.pigrecoemme.com/a-corto-di-idee/"><img class="aligncenter size-full wp-image-68" title="a-corto-di-idee-2009-web" src="http://businessprojectmanager.files.wordpress.com/2009/04/a-corto-di-idee-2009-web.jpg?w=457&#038;h=505" alt="a-corto-di-idee-2009-web" width="457" height="505" /></a></div>
<p>L’obiettivo della Rassegna è valorizzare, promuovere e divulgare il Cortometraggio come forma espressiva particolarmente valida ed attuale a livello sociale e culturale, incentivare i giovani a sfruttare le potenzialità dei linguaggi artistici dei nuovi media e rispondere in modo creativo alle esigenze di crescita culturale dei giovani registi emergenti. <span id="more-67"></span><br />
La Rassegna vuole essere una festa per dare la più ampia visibilità possibile alle produzioni indipendenti e ai filmaker di talento, nonchè l’occasione per tanti giovani di potersi avvicinare all’arte del cinema e cimentarsi nel ruolo di registi, attori etc!!!</p>
<p>• La partecipazione alla rassegna è totalmente gratuita.</p>
<p>• La data di scadenza per la consegna dei corti è il 27 aprile 2009 (farà fede il timbro postale).</p>
<p>• Sono previste due sezioni: 1) sezione generale a tema libero; 2) sezione speciale: “MyFilm”</p>
<p>• Ogni opera deve avere durata massima di 12 minuti, inclusi i titoli di testa e di coda.</p>
<p><a href="http://http://www.pigrecoemme.com/a-corto-di-idee/">SCARICA BANDO</a> e <a href="http://http://www.pigrecoemme.com/a-corto-di-idee/">ENTRY FORM</a></p>
<div class="description UIOneOff_Container" style="text-align:left;">GRANDE NOVITA&#8217;  del 2009 è la collaborazione con la scuola di cinema &#8220;<a href="http://www.pigrecoemme.com">PIGRECOEMME</a>&#8221; di Napoli<br />
per news, video, pics etc etc consultate il sito ufficiale dell&#8217;associazione:</div>
<p><a href="http://www.myspace.com/hhamalficoast">www.myspace.com/hhamalficoast<br />
</a><br />
Inoltre è possibile vedere i finalisti e i vincitori dell&#8217;edizione 2008 di &#8220;A CORTO di Idee&#8221;</p>
<p>sulla webTV ufficiale dell&#8217;associazione <a href="http://www.myspace.com/hhamalficoast">AMALFI COAST TV<br />
</a><br />
visibile sia attraverso lo stesso space dell&#8217;associazione:</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/hhamalficoast">www.myspace.com/hhamalficoast<br />
</a><br />
che direttamente all&#8217;indirizzo:</p>
<p><a href="http://www.mogulus.com/amalficoast">www.mogulus.com/amalficoast</a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/businessprojectmanager.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/businessprojectmanager.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/businessprojectmanager.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/businessprojectmanager.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/businessprojectmanager.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/businessprojectmanager.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/businessprojectmanager.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/businessprojectmanager.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/businessprojectmanager.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/businessprojectmanager.wordpress.com/67/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=67&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">alfonsopastore</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://businessprojectmanager.files.wordpress.com/2009/04/a-corto-di-idee-2009-web.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">a-corto-di-idee-2009-web</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Facebook: il fenomeno del web!!!</title>
		<link>http://businessprojectmanager.wordpress.com/2009/01/07/facebook-il-fenomeno-del-web/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 17:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonsopastore</dc:creator>
				<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il fenomeno del momento in rete si chiama &#8220;facebook&#8221;; sono milioni gli utenti che ogni giorno si iscrivono con lo scopo di conoscere o solo per &#8220;reincontrare&#8221; vecchi amici di scuola, d&#8217;infanzia o comunque persone con le quali si è condiviso un ricordo.
In questo post voglio farvi conoscere meglio come e per mano di chi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=59&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-60" title="200px-facebooksvg" src="http://businessprojectmanager.files.wordpress.com/2009/01/200px-facebooksvg.png?w=200&#038;h=75" alt="200px-facebooksvg" width="200" height="75" /></p>
<p style="text-align:left;">Il fenomeno del momento in rete si chiama &#8220;facebook&#8221;; sono milioni gli utenti che ogni giorno si iscrivono con lo scopo di conoscere o solo per &#8220;reincontrare&#8221; vecchi amici di scuola, d&#8217;infanzia o comunque persone con le quali si è condiviso un ricordo.</p>
<p style="text-align:left;">In questo post voglio farvi conoscere meglio come e per mano di chi è nato facebook.<span id="more-59"></span></p>
<h2><span class="mw-headline">La storia</span></h2>
<p>Facebook è stato fondato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg, all&#8217;epoca diciannovenne e studente presso l&#8217;università di Harvard.</p>
<p>Fu poi esteso al MIT, all&#8217;Università di Boston, al College di Boston, e a tutte le scuole Ivy League nel giro di due mesi.</p>
<p>Molte singole università furono aggiunte in rapida successione nell&#8217;anno successivo. Col tempo, persone con un indirizzo di posta elettronica con dominio universitario (per esempio .edu, .ac.uk, etc.) da istituzioni di tutto il mondo acquisirono i requisiti per parteciparvi. Quindi il <a title="27 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/27_febbraio"></a>27 febbraio 2006 Facebook si estese alle scuole superiori e grandi aziende.</p>
<p>Dall&#8217;11 settembre 2006<a title="2006" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2006"></a>, chiunque abbia più di 13 anni può parteciparvi. Gli utenti possono fare parte di una o più reti partecipanti, come la scuola superiore, il luogo di lavoro o la regione geografica.</p>
<p>Quindi se lo scopo principale iniziale di Facebook era di far mantenere i contatti tra studenti di università e licei di tutto il mondo, adesso è diventata una rete sociale che abbraccia trasversalmente tutti gli utenti di internet.</p>
<p>Dal settembre 2006 al settembre 2007 la posizione nella graduatoria del traffico dei siti è passata secondo Alexa dalla sessantesima alla settima posizione. Dal luglio 2007 figura nella Top 10 dei siti più visitati al mondo ed è il sito numero uno per foto negli Stati Uniti con oltre 60 milioni di foto caricate settimanalmente. In Italia, nel 2008, c&#8217;è stato un vero e proprio boom: nel mese di agosto si sono registrate oltre un milione e trecentomila visite, con un incremento annuo del 961%; il terzo trimestre ha poi visto l&#8217;Italia in testa alla lista dei paesi con il maggiore incremento del numero di utenti (+135%).</p>
<p>Il nome del sito si riferisce agli annuari con le foto di ogni singolo membro (<em>facebooks</em>) che alcuni college e scuole preparatorie statunitensi pubblicano all&#8217;inizio dell&#8217;anno accademico e distribuiscono ai nuovi studenti e al personale della facoltà come una via per conoscere le persone del campus.</p>
<p>Il sito conta attualmente oltre 160 milioni di utenti in tutto il mondo ed è valutato più di 16 miliardi di dollari.</p>
<h2><span class="mw-headline">Origine ed espansione</span></h2>
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner" style="width:182px;"><span class="image"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ef/MarkZuckerberg.jpg/180px-MarkZuckerberg.jpg" border="0" alt="" width="180" height="240" /></span></p>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify">Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook</div>
</div>
</div>
</div>
<p>Mark Zuckerberg ha fondato &#8220;Facebook&#8221; nel febbraio 2004, mentre frequentava l&#8217;<span class="mw-redirect">Università Harvard</span>, con l&#8217;aiuto di Andrew McCollum e Eduardo Saverin. Per la fine del mese, più della metà della popolazione universitaria di Harvard era registrata al servizio. A quel tempo, Zuckerberg fu coadiuvato da <span class="new">Dustin Moskovitz</span> e <span class="new">Chris Hughes</span> per la promozione del sito e Facebook si espanse all&#8217;<span class="mw-redirect">Università di Stanford</span>, alla Columbia University e all&#8217;Università Yale. Questa espansione continuò nell&#8217;aprile del 2004 quando si estese al resto della Ivy League e ad un certo numero di altre scuole. Alla fine dell&#8217;anno accademico, Zuckerberg e Moskovitz si trasferirono a Palo Alto in California con McCollum, che aveva seguito un stage estivo all&#8217;Electronic Arts. Affittarono una casa vicino all&#8217;Università di Stanford dove furono raggiunti da Adam D&#8217;Angelo e Sean Parker.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/businessprojectmanager.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/businessprojectmanager.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/businessprojectmanager.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/businessprojectmanager.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/businessprojectmanager.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/businessprojectmanager.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/businessprojectmanager.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/businessprojectmanager.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/businessprojectmanager.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/businessprojectmanager.wordpress.com/59/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=59&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">alfonsopastore</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">200px-facebooksvg</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ef/MarkZuckerberg.jpg/180px-MarkZuckerberg.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Mediajobs.it: Only for Media People</title>
		<link>http://businessprojectmanager.wordpress.com/2008/12/19/mediajobsit-only-for-media-people/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 17:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonsopastore</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Cercare lavoro è diventato, scusate la ripetitività, il lavoro di migliaia di ragazzi italiani. Spesso ci imbattiamo in ricerche molto dispersive che non ci portano i risultati sperati. Per chi come me è studioso ed amante dei media e vuole fare di questa passione una professione può cercare di crearsi un&#8217;opportunità attraverso mediajobs che è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=52&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter size-full wp-image-53" title="logo-mediajobs" src="http://businessprojectmanager.files.wordpress.com/2008/12/logo-mediajobs.gif?w=219&#038;h=54" alt="logo-mediajobs" width="219" height="54" /></p>
<p>Cercare lavoro è diventato, scusate la ripetitività, il lavoro di migliaia di ragazzi italiani. Spesso ci imbattiamo in ricerche molto dispersive che non ci portano i risultati sperati. Per chi come me è studioso ed amante dei media e vuole fare di questa passione una professione può cercare di crearsi un&#8217;opportunità attraverso mediajobs che è stato creato appositamente per chi ha un <em>media profile. </em></p>
<p><em>Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e specialmente come funziona.</em></p>
<p><em><span id="more-52"></span></em></p>
<p>mediajobs.it: un servizio on line semplice, veloce ed economico per la ricerca di personale dedicato esclusivamente ai settori Media ed Entertainment.</p>
<p>mediajobs.it è un servizio verticale focalizzato in modo esclusivo nei settori Media ed Entertainment.</p>
<p>mediajobs.it è un servizio verticale focalizzato in  		modo esclusivo nei settori 		Media ed Entertainment</p>
<h3>Servizi</h3>
<p>- mediajobs.it è solo annunci di lavoro: i visitatori non hanno nessun’altra distrazione.</p>
<p>- pubblicare un annuncio su mediajobs.it costa molto meno che sui mezzi tradizionali.</p>
<p>- la modalità di pubblicazione è semplicissima. Viene gestita completamente online in autonomia dal Cliente o con il nostro supporto, se richiesto.</p>
<p>-	Gli annunci vengono pubblicati sul sito quasi in tempo reale – senza i tempi delle pubblicazioni a mezzo stampa.</p>
<p>-	Gli annunci restano pubblicati su mediajobs.it fino ad 8 settimane – a fronte di una sola modestissima fee.</p>
<p>- Il testo dell’annuncio non ha limitazioni di spazio – questo vi permette di inserire informazioni complete relativamente alla posizione ricercate e all’azienda. Potete inoltre inserire nell’annuncio il vostro logo a colori.</p>
<p>-	I vostri annunci vengono sempre controllati prima della pubblicazione e ottimizzati per garantirvi la massima performance.</p>
<p>-	mediajobs.it si rivolge ad una community selezionata e viene promosso solo nei settori Media ed Entertainment.</p>
<p>-	Abbiamo superato i 7.000 utenti registrati dei quali oltre il 90% riceve regolarmente il servizio Annunci Flash.</p>
<p>- Gli annunci per posizioni Executive (RAL superiore ai 75mila euro) vengono pubblicati in una sezione separata, con apposite features di riservatezza.</p>
<p>- Chi pubblica un annuncio su mediajobs.it ha accesso all’area riservata dove poter visualizzare le statistiche (numero di visualizzazioni/ numero di candidature ricevute e numero di volte in cui l’annuncio è stato segnalato a terzi).</p>
<h3>Costi</h3>
<p>Il servizio di mediajobs.it, gratuito per i candidati, viene offerto alle aziende con un fee molto contenuto per ogni annuncio pubblicato.</p>
<p>mediajobs.it rappresenta una soluzione estremamente competitiva sia rispetto ai tradizionali sistemi di ricerca del personale sia rispetto ai competitors online.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>sito: <a href="http://www.mediajobs.it">mediajobs.it</a></em><br />
</strong></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/businessprojectmanager.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/businessprojectmanager.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/businessprojectmanager.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/businessprojectmanager.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/businessprojectmanager.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/businessprojectmanager.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/businessprojectmanager.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/businessprojectmanager.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/businessprojectmanager.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/businessprojectmanager.wordpress.com/52/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=52&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		</media:content>

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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Kublai: Persone &#8211; Progetti &#8211; Sviluppo</title>
		<link>http://businessprojectmanager.wordpress.com/2008/12/12/kublai-persone-progetti-sviluppo/</link>
		<comments>http://businessprojectmanager.wordpress.com/2008/12/12/kublai-persone-progetti-sviluppo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 16:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonsopastore</dc:creator>
				<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[business e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[communication]]></category>
		<category><![CDATA[kublai]]></category>
		<category><![CDATA[project]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
La settimana scorsa girovagando per la rete in cerca di informazioni utili per la mia associazione culturale Happy Hours di organizzazione eventi, ho trovato una community di creativi radunata su Kublai. Creato col ning di cui avevo una conoscenza limitata lo trovo assolutamente geniale. Di seguito riporto la spiegazione di questo social network che mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=37&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-36" title="kublailog" src="http://businessprojectmanager.files.wordpress.com/2008/12/kublailog.png?w=300&#038;h=129" alt="kublailog" width="300" height="129" /></p>
<p>La settimana scorsa girovagando per la rete in cerca di informazioni utili per la mia <a href="http://www.myspace.com/hhamalficoast">associazione culturale</a> <a href="http://www.myspace.com/hhamalficoast">Happy Hours</a> di organizzazione eventi, ho trovato una community di creativi radunata su Kublai. Creato col ning di cui avevo una conoscenza limitata lo trovo assolutamente geniale. Di seguito riporto la spiegazione di questo social network che mi è stata gentilmente fornita dai creatori del progetto.</p>
<p><strong>Cosa è Kublai?</strong><br />
Kublai è un ambiente pensato per i creativi e orientato allo sviluppo locale; è promosso dal <a href="http://www.dps.tesoro.it/laboratoriosviluppo/ml.asp" target="_blank">Laboratorio per le politiche di sviluppo</a> del Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
È pensato per sviluppare e rafforzare progetti creativi che abbiano un impatto in termini di sviluppo locale, e cioè sul territorio nel quale vengono proposti.</p>
<p><strong>Cosa fa Kublai?</strong></p>
<ul>
<li>Crea una community di creativi</li>
<li>Aiuta i creativi a produrre progetti che abbiano impatto sul proprio territorio e ne aiutino lo sviluppo. Per “progetto” si intende un’attività realizzabile in tempi relativamente brevi, con costi realistici e risorse umane individuate; la parola “creativo” si riferisce all’ambito in cui questi progetti operano: arti e cultura, moda, comunicazione, design, software. Sono progetti creativi sia gli eventi (esempio: un festival musicale), che le imprese (esempio: un’attività di organizzazione di eventi internet per l’editoria).</li>
<li>Offre assistenza alla progettazione da parte di economisti del Dipartimento di Politiche di Sviluppo (DPS), oltre alla possibilità di interagire con altri professionisti che partecipano attivamente alla vita della community, creando collaborazioni utili allo sviluppo del progetto.</li>
<li>Consiglia gli autori di questi progetti nel reperimento di risorse finanziarie – Kublai non offre risorse finanziarie</li>
</ul>
<p><strong>Quindi, cosa faremo, e quando?</strong></p>
<ul>
<li><em>Settembre – metà ottobre</em>. Proposte delle idee progettuali e assistenza alla progettazione da parte dello staff di Kublai. A metà ottobre verranno selezionati i dieci progetti migliori (tenendo conto anche dei feedback della community).</li>
<li><em>Novembre – metà dicembre</em>. I dieci progetti selezionati verranno discussi nel corso di incontri pubblici in Second Life.</li>
<li><em>Metà dicembre – gennaio</em>. Tre progetti verranno selezionati e riceveranno ulteriore assistenza specifica per essere poi presentati ufficialmente in un evento finale a Roma, oltre che nel territorio di riferimento.</li>
</ul>
<p><strong>Kublai è una forma di mecenatismo?</strong></p>
<ul>
<li>No. Kublai non ha risorse proprie, ma può accompagnare i creativi a concorrere alle risorse che altri soggetti publici e privati destinano allo sviluppo locale</li>
<li>Il mecenate regala denaro ai creativi per essere se stessi e fare cultura. Questo è il ruolo delle moderne politiche culturali. Le politiche di sviluppo, invece, hanno l’obiettivo di fare crescere l’economia e la società, soprattutto quelle dei territori in ritardo come il Mezzogiorno.</li>
<li>Promuoviamo un’alleanza tra i creativi e le politiche di sviluppo: i primi forniscono idee, passione e competenze per nuove attività economiche, le seconde hanno accesso a risorse finanziarie per lo start up. Ma il mecenatismo qui non c’entra: le politiche di sviluppo si rivolgono a chi può dimostrare di potere avere un impatto economico, non solo culturale, e per accedere alle sue risorse occorre produrre economia attraverso le attività culturali.</li>
</ul>
<p><strong>…ah, perché avete scelto il nome Kublai?</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Kublai è il nome dell’imperatore Kublai Kan, al quale Marco Polo racconta &#8211; ne <em>il</em> <em>Milione</em>, e poi ne <em>Le città invisibili</em> di Calvino &#8211; delle sue terre, un impero talmente vasto che mai è riuscito a conoscerlo approfonditamente.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Nella nostra metafora Kublai è il Ministero (in particolare il <a href="http://www.dps.mef.gov.it/laboratoriosviluppo/ml.asp">Laboratorio per le politiche di sviluppo</a>), mentre Marco Polo siamo noi che dovremo raccontare delle province lontane e dei soggetti innovativi e “invisibili”. Marco Polo siete anche voi, i creativi che per la prima volta potranno parlare di sè direttamente al Kublai Kan, utilizzando i nuovi strumenti partecipativi e di comunicazione messi a disposizione da internet.</p>
<p>Questa è la citazione che ha ispirato il nome del progetto.</p>
<p>Rispose Marco Polo a Kublai:</p>
<p align="center">“<em>L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è</em> <em>uno, è quello che è già qui,<br />
l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.<br />
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti:<br />
accettare l’inferno e diventarne parte</em> <em>fino al punto di non vederlo più.<br />
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:</em> <em><br />
cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno,<br />
e farlo durare, e dargli spazio.”</em></p>
<p align="center">(Italo Calvino, finale di “<em>Le città invisibili”</em>)</p>
<p align="center"><em>sito internet:</em></p>
<p align="center">
<p style="text-align:center;"><a href="http://progettokublai.ning.com/">Kublai</a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/businessprojectmanager.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/businessprojectmanager.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/businessprojectmanager.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/businessprojectmanager.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/businessprojectmanager.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/businessprojectmanager.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/businessprojectmanager.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/businessprojectmanager.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/businessprojectmanager.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/businessprojectmanager.wordpress.com/37/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=37&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">alfonsopastore</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://businessprojectmanager.files.wordpress.com/2008/12/kublailog.png?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">kublailog</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il ruolo chiave del Project Manager per l&#8217;innovazione nelle imprese</title>
		<link>http://businessprojectmanager.wordpress.com/2008/08/09/il-ruolo-chiave-del-project-manager-per-linnovazione-nelle-imprese/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 11:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonsopastore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[business e comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Project Management ha assunto un ruolo fondamentale per il successo di un’iniziativa economica e imprenditoriale. Una gestione strutturata, logica e organizzata delle attività è infatti decisiva per migliorare l’operatività dell’impresa e avere una reale opportunità di mantenere e incrementare il proprio vantaggio competitivo sul mercato.
Velocità di esecuzione rispettando i vincoli costo e i requisiti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=businessprojectmanager.wordpress.com&blog=3919181&post=33&subd=businessprojectmanager&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il Project Management ha assunto un ruolo fondamentale per il successo di un’iniziativa economica e imprenditoriale. Una gestione strutturata, logica e organizzata delle attività è infatti decisiva per migliorare l’operatività dell’impresa e avere una reale opportunità di mantenere e incrementare il proprio vantaggio competitivo sul mercato.</p>
<p align="justify">Velocità di esecuzione rispettando i vincoli costo e i requisiti di qualità sono gli elementi cruciali per il successo di un’iniziativa economica e imprenditoriale.</p>
<p align="justify"><img style="margin-top:5px;margin-bottom:5px;margin-left:10px;" src="http://www.cefriel.it/images/stories/InnovationGazette/02_08/33012_workflow.jpg" alt="" width="300" height="220" align="right" />La gestione attraverso progetti non interessa solo attività quali la realizzazione di un nuovo prodotto o servizio, ma coinvolge anche il suo lancio sul mercato, la definizione di un nuovo processo interno o il miglioramento di uno esistente. Mettere in atto una gestione strutturata, logica e organizzata delle attività vuol dire migliorare l’operatività stessa dell’impresa e, di conseguenza, avere una reale opportunità di mantenere e incrementare il proprio vantaggio competitivo sul mercato.</p>
<p align="justify">Il Project Management è l’insieme delle “regole” che un’organizzazione individua per strutturare le attività di progetto. Tali regole consentono di limitare il rischio di non raggiungere gli obiettivi prefissati, anche in un contesto, come quello progettuale, caratterizzato da un grado di imprevedibilità che varia a seconda della tipologia e dell’ambito in cui si opera.</p>
<p align="justify">In questo contesto assume un ruolo chiave il Project Manager, primo responsabile del raggiungimento degli obiettivi progettuali. Il Project Manager deve essere in grado di portare avanti un lavoro continuo di verifica e integrazione tra gli output delle singole attività progettuali e di attuare un costante coordinamento tra tutti gli stakeholder di progetto: non solo i professionisti coinvolti in prima persona nell’esecuzione del progetto, ma anche i clienti, i fornitori, il management dell’azienda. Si tratta di un compito non semplice poiché, oltre all’indispensabile competenza tecnica, si richiedono doti aggiuntive altrettanto determinanti: capacità organizzativa, abilità di comunicazione, capacità di individuare possibili situazioni rischiose e attitudine al problem solving. Il Project Manager deve dunque possedere sia metodo e rigore, sia una buona dose di creatività per poter affrontare gli imprevisti connaturati a ogni progetto.</p>
<p align="justify"><img style="margin-top:5px;margin-bottom:5px;margin-right:10px;" src="http://www.cefriel.it/images/stories/InnovationGazette/02_08/984784_employee_team.jpg" alt="" width="212" height="300" align="left" />Se è difficile per le imprese individuare coloro ai quali assegnare compiti di gestione dei progetti, è ancor più faticoso per i professionisti far riconoscere in modo oggettivo le proprie idoneità e attitudini. A fronte di queste criticità, emerge la funzione decisiva delle certificazioni in Project Management, che rappresentano una forma di accreditamento della professionalità del Project Manager da parte di enti nazionali e internazionali, fungendo da garanzia che un professionista possiede la cultura e l’esperienza necessarie a rivestire con consapevolezza e capacità un ruolo così delicato e importante.<br />
Da una parte, il conseguimento di una certificazione rappresenta per i professionisti un importante riconoscimento personale, poiché tale risultato, determinato dal superamento di esami rigorosi, è subordinato al soddisfacimento di vincoli stringenti in termini di competenze ed esperienza. Dall’altra, la presenza di Project Manager certificati all’interno di un’organizzazione consente di arricchire la modalità di conduzione dei progetti e migliorare le performance complessive grazie a un’attività di formazione su metodologie, strumenti e tecniche di Project Management.</p>
<p align="justify">Il modello delle conoscenze e delle competenze definito da un ente di certificazione acquista ancor più valore quando è condiviso da un elevato numero di professionisti, poiché in tal caso può essere facilmente utilizzato come base comune di conoscenza per la costruzione di una relazione proficua con clienti, fornitori e partner commerciali, anche di differenti nazionalità o attivi in settori differenti. In tal senso le certificazioni in Project Management rappresentano un valido supporto al processo d’internazionalizzazione delle organizzazioni e alla realizzazione di progetti multidisciplinari e interfunzionali.</p>
<p align="justify">La tendenza a richiedere Project Manager certificati, già in atto da diversi anni in paesi come gli Stati Uniti o il Regno Unito, sta cominciando a delinearsi con maggiore forza anche in Italia. Secondo il Project Management Institute, l’ente più autorevole a livello internazionale nell’ambito del Project Management e responsabile di uno dei principali sistemi di certificazione, le certificazioni sono salite dalle 25.000 del 2000 alle oltre 250.000 del 2007, e arrivano a 430.000 considerando anche le certificazioni dell’International Project Management Association (IPMA) e dell’inglese Office of Government and Commerce (OGC). Si sta infatti affermando la consapevolezza dell’importanza delle certificazioni in Project Management come forma di garanzia che il lavoro richiesto verrà svolto al meglio, unitamente al fatto, altrettanto decisivo, che tali riconoscimenti sono sempre più spesso richiesti nei capitolati di gara, internazionali e, da alcuni anni, anche nazionali.</p>
<p align="justify">Già da diverso tempo CEFRIEL punta sul valore del Project Management come elemento chiave per il successo delle proprie iniziative di innovazione. In particolare, dal 2006 è ufficialmente riconosciuto dal PMI come Global Registered Education Provider (REP), per l’erogazione di corsi di preparazione al conseguimento della certificazione PMP® (Project Management Professional).</p>
<p>La certificazione PMP, promossa in tutto il mondo dal Project Management Institute, è certamente la più riconosciuta e quindi la più ambita attestazione delle competenze individuali acquisite nell’ambito delle metodologie e tecniche di gestione dei progetti. Il corso ha lo scopo di preparare il candidato alla prova d&#8217;esame sia tramite un trasferimento graduale del “body of knowledge” identificato dal PMI e costituito da nozioni relative alle più efficaci metodologie, tecniche e pratiche di Project Management, sia attraverso una verifica sistematica dei processi di apprendimento, che rappresenta la miglior &#8220;palestra&#8221; in vista della prova finale.</p>
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