1 Ottobre, 2009

Pubblicità su Facebook: come fare

In un precedente articolo abbiamo visto come il cosiddetto social advertising sia una realtà interessante e in via di consolidamento. In questa sede – come giù anticipato – tratteremo la piattaforma di Facebook per la creazione e la diffusione della pubblicità, non mancando di “lanciare” anche qualche piccolo suggerimento a chi fosse interessato ad utilizzarla per la promozione della propria attività, del proprio brand o del proprio prodotto.

Perché Facebook? Scegliamo di trattare questo social network specifico essenzialmente per due ragioni: (1) per l’enorme diffusione che il servizio ha raggiunto (e che continua a raggiungere – più di 200 milioni le utenze registrate nel momento in cui scriviamo) soprattutto in Italia, il che ci permette di muoverci in un contesto immediatamente comprensibile a tutti; e (2) per l’enorme facilità che la sua piattaforma offre per la creazione di campagne assai sofisticate che consentono di raggiungere un target mirato e ben preciso attraverso procedure di profilazione raffinatissime.

La forza di queste campagne marketing è proprio quella di poter non solo raggiungere un gran numero di persone, ma soprattutto di raggiungere le persone che sono realmente interessate a ciò che pubblicizziamo, il che si traduce – per i promoter – in una maggiore efficacia ed una miglior efficienza dell’intero processo.

Il Facebook advertising

La piattaforma di advertising di Facebook è raggiungibile all’indirizzo http://www.facebook.com/advertising e permette, attraverso alcuni semplici passi guidati, di creare la propria campagna di marketing mirata.

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13 Settembre, 2009

Buzz e Viral Marketing

Buzz Marketing è un termine entrato nel linguaggio comune piuttosto recentemente e si muove nel contesto – ormai universalmente noto – del web partecipativo e sociale (piattaforme 2.0). Si tratta di un fenomeno tanto complesso quanto cruciale che diviene di fondamentale importanza per quelle aziende (ma non solo per loro) che fanno del web il loro ambiente di lavoro e di investimento.

«I mercati sono conversazioni» è la prima (e forse più importante) tesi del Cluetrain Manifesto: le persone si fidano molto di più di ciò che sentono dire nelle reti informali piuttosto che dei canali di informazione ufficiale; ciò significa che un prodotto in grado di garantirsi un buon passaparola è un prodotto che sicuramente avrà successo, è proprio questo il fil rouge che sta alla base di questo approccio. Diventa quindi interessante (1) dare alle persone motivo di parlare di noi e (2) favorire l’instaurarsi di queste conversazioni.

La comprensione dei principi fondamentali del buzz marketing può essere, da un lato, un validissimo strumento per migliorare la propria posizione all’interno della rete e per promuovere la propria identità on-line e, dall’altro, una chiave di comprensione utilissima nelle mani di tutti i consumatori.

Buzz, Viral o passaparola?

A titolo di completezza e di chiarezza, è opportuno fare presenti le distinzioni che popolano questo settore: possiamo infatti distinguere tre macro-aree principali sull’argomento.

Buzz Marketing: si tratta del marketing basato sul passaparola delle utenze, ovvero tutte quelle attività che si discostano da quelle tradizionalmente intese. “Buzz” è un termine onomatopeico di origine inglese che designa appunto un brusio incontrollato.

Viral Marketing: questa tipologia si differenzia dal “Buzz” – benché molto spesso considerato come suo sinonimo – per il suo carattere di volontarietà: mentre il “buzz” si diffonde molto spesso in maniera incontrollata e “dal basso”, il “viral” è molto spesso promosso dalla stessa azienda che vuole pubblicizzare un prodotto, un servizio o un bene attraverso i digital media.

Word Of Mouth Marketing: possiamo considerarlo come un sinonimo del “Buzz”, il termine significa letteralmente “passaparola” in lingua anglosassone e designa appunto un tipo di marketing differente da quello tradizionale. Molto spesso il termine è impiegato per raggruppare le altre due classificazioni.

In questa sede prenderemo in esame entrambe le modalità, dato che – entrambe – rappresentano la nuova frontiera del marketing e la direzione verso cui molti si stanno già muovendo, e molti altri – a breve – si muoveranno. Continua a leggere →

5 Settembre, 2009

Facebook e il Social Advertising

In questo articolo trattiamo il cosiddetto Social Advertising: fenomeno recente che fa, genericamente, riferimento all’impiego di spazi pubblicitari all’interno delle reti sociali. Analizzeremo le implicazioni che tali strumenti portano inevitabilmente con loro: implicazioni non solo “tecnologiche”, ma anche culturali e sociali.

Organizzeremo la nostra trattazione assumendo Facebook come modello di riferimento, sia per l’enorme diffusione che tale social-network ha raggiunto (quasi globale rispetto alle utenze attive di internet) configurandosi come leader indiscusso del settore, sia per il contributo apportato in questo campo dalla nota rete sociale. Tratteremo sia della profilazione dell’utenza: modalità attraverso la quale si raccolgono informazioni sulle persone, sia delle differenti tipologie di advertising possibili; non mancando, però, di lasciare qualche suggerimento anche a chi volesse sperimentare queste strategie in prima persona. A questo articolo seguirà un approfondimento specifico dedicato alla piattaforma specifica di Facebook.

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Comprendere il Social-Advertising

Ma che cos’è esattamente il social-advertising? Di che cosa si tratta nello specifico? Con tale termine (che non ha nulla a che vedere con la “pubblicità sociale” – e.g. pubblicità progresso e simili – che promuove cambiamenti al’interno di aree di interesse pubblico, come sanità, medicina, ambiente etc.) si è soliti definire quel tipo particolare di pubblicità che, al contrario del vecchio modello che proponeva annunci basati sulla conoscenza della pagina di un sito o dei documenti in essa contenuti, si basa sulla conoscenza delle informazioni relative all’utente stesso.

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3 Settembre, 2009

Suggestioni storiche nella Badia di Santa Maria de Olearia a Maiori

Maiori. Costiera Amalfitana.

Storia, teatro, musica e degustazione hanno solcato il terreno della Badia di Santa Maria de Olearia, dove l’associazione Happy Hours ha realizzato, per il secondo anno consecutivo, un ciclo di visite guidate alternative: “Viaggio nel X sec”.

L’intento degli organizzatori, pienamente raggiunto, era quello di valorizzare un bene culturale unico nel suo genere nel comprensorio della costiera amalfitana, che tuttavia rimane sconosciuto ai più, anche ai residenti.

La Badia è infatti l’unico esemplare di eremo benedettino con arte bizantina conservatosi in modo pressoché integro.

I visitatori sono stati accompagnati alla scoperta del luogo da un cicerone bizzarro, ma coinvolgente e preparato, l’eclettico Francesco Savastano, membro dell’associazione nonché autore dei testi delle visite guidate.

Una volta apprezzati i magnifici affreschi delle tre cappelle che formano il complesso, il pubblico ha potuto ascoltare le note classiche di Bach, Mozart e altri dal violino della splendida Antonella Ferraioli, già musicista di Amedeo Minghi, mentre Danilo Autero (attore della fiction “Vivere”) ripercorreva i tratti salienti della storia dell’eremo benedettino.

Grande la soddisfazione dei presenti, che estasiati dal luogo e dalle atmosfere mistiche e quasi surreali, hanno potuto sorseggiare del buon vino e degustare provolone del monaco, fior di latte e biscotto d’Agerola su una terrazza all’aperto con vista sulla costiera, il tutto in una notte limpida e illuminata da una luna dirompente.

Insomma, anche il “cielo” ha premiato l’impegno dei ragazzi dell’Associazione Happy Hours, per cui non ci resta che augurare loro un futuro di successi per i prossimi impegni in cantiere.

Florinda Fiordaliso

articolo tratto da Positano News del 31/08/2009

1 Settembre, 2009

Due Passi nella Storia…Viaggio nel X sec. d.C – Abbazia Medievale S. Maria de’ Olearia

Viaggio nel X sec. d.C nasce con l’obiettivo di valorizzare e avvicinare la gente ad uno dei monumenti più belli ed antichi dell’intera Costiera Amalfitana: l’Abbazia di S. Maria de Oleraia.

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L’evento, scaturito da un intenso lavoro di ricerca presso il Centro di Storia e Cultura Amalfitana e giunto alla seconda edizione, consiste in uno spettacolo itinerante che tra musiche e rappresentazioni porterà il pubblico alla scoperta delle meraviglie pittoriche ed architettoniche del sito.

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2 Aprile, 2009

a Corto di Idee – 2° Rassegna di Cortometraggi Indipendenti – Maiori, 16/17 Maggio 2009

L’associazione culturale senza scopo di lucro “Happy Hours”, organizza la 2° edizione della Rassegna “A CORTO di idee“.
La rassegna è rivolta a TUTTI: filmaker e videoamatori italiani e stranieri, Istituti scolastici, Associazioni e Società che abbiano o meno già prodotto cortometraggi.
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L’obiettivo della Rassegna è valorizzare, promuovere e divulgare il Cortometraggio come forma espressiva particolarmente valida ed attuale a livello sociale e culturale, incentivare i giovani a sfruttare le potenzialità dei linguaggi artistici dei nuovi media e rispondere in modo creativo alle esigenze di crescita culturale dei giovani registi emergenti. Continua a leggere →

7 Gennaio, 2009

Facebook: il fenomeno del web!!!

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Il fenomeno del momento in rete si chiama “facebook”; sono milioni gli utenti che ogni giorno si iscrivono con lo scopo di conoscere o solo per “reincontrare” vecchi amici di scuola, d’infanzia o comunque persone con le quali si è condiviso un ricordo.

In questo post voglio farvi conoscere meglio come e per mano di chi è nato facebook. Continua a leggere →

19 Dicembre, 2008

Mediajobs.it: Only for Media People

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Cercare lavoro è diventato, scusate la ripetitività, il lavoro di migliaia di ragazzi italiani. Spesso ci imbattiamo in ricerche molto dispersive che non ci portano i risultati sperati. Per chi come me è studioso ed amante dei media e vuole fare di questa passione una professione può cercare di crearsi un’opportunità attraverso mediajobs che è stato creato appositamente per chi ha un media profile.

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e specialmente come funziona.

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12 Dicembre, 2008

Kublai: Persone – Progetti – Sviluppo

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La settimana scorsa girovagando per la rete in cerca di informazioni utili per la mia associazione culturale Happy Hours di organizzazione eventi, ho trovato una community di creativi radunata su Kublai. Creato col ning di cui avevo una conoscenza limitata lo trovo assolutamente geniale. Di seguito riporto la spiegazione di questo social network che mi è stata gentilmente fornita dai creatori del progetto.

Cosa è Kublai?
Kublai è un ambiente pensato per i creativi e orientato allo sviluppo locale; è promosso dal Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico.
È pensato per sviluppare e rafforzare progetti creativi che abbiano un impatto in termini di sviluppo locale, e cioè sul territorio nel quale vengono proposti.

Cosa fa Kublai?

  • Crea una community di creativi
  • Aiuta i creativi a produrre progetti che abbiano impatto sul proprio territorio e ne aiutino lo sviluppo. Per “progetto” si intende un’attività realizzabile in tempi relativamente brevi, con costi realistici e risorse umane individuate; la parola “creativo” si riferisce all’ambito in cui questi progetti operano: arti e cultura, moda, comunicazione, design, software. Sono progetti creativi sia gli eventi (esempio: un festival musicale), che le imprese (esempio: un’attività di organizzazione di eventi internet per l’editoria).
  • Offre assistenza alla progettazione da parte di economisti del Dipartimento di Politiche di Sviluppo (DPS), oltre alla possibilità di interagire con altri professionisti che partecipano attivamente alla vita della community, creando collaborazioni utili allo sviluppo del progetto.
  • Consiglia gli autori di questi progetti nel reperimento di risorse finanziarie – Kublai non offre risorse finanziarie

Quindi, cosa faremo, e quando?

  • Settembre – metà ottobre. Proposte delle idee progettuali e assistenza alla progettazione da parte dello staff di Kublai. A metà ottobre verranno selezionati i dieci progetti migliori (tenendo conto anche dei feedback della community).
  • Novembre – metà dicembre. I dieci progetti selezionati verranno discussi nel corso di incontri pubblici in Second Life.
  • Metà dicembre – gennaio. Tre progetti verranno selezionati e riceveranno ulteriore assistenza specifica per essere poi presentati ufficialmente in un evento finale a Roma, oltre che nel territorio di riferimento.

Kublai è una forma di mecenatismo?

  • No. Kublai non ha risorse proprie, ma può accompagnare i creativi a concorrere alle risorse che altri soggetti publici e privati destinano allo sviluppo locale
  • Il mecenate regala denaro ai creativi per essere se stessi e fare cultura. Questo è il ruolo delle moderne politiche culturali. Le politiche di sviluppo, invece, hanno l’obiettivo di fare crescere l’economia e la società, soprattutto quelle dei territori in ritardo come il Mezzogiorno.
  • Promuoviamo un’alleanza tra i creativi e le politiche di sviluppo: i primi forniscono idee, passione e competenze per nuove attività economiche, le seconde hanno accesso a risorse finanziarie per lo start up. Ma il mecenatismo qui non c’entra: le politiche di sviluppo si rivolgono a chi può dimostrare di potere avere un impatto economico, non solo culturale, e per accedere alle sue risorse occorre produrre economia attraverso le attività culturali.

…ah, perché avete scelto il nome Kublai?

Kublai è il nome dell’imperatore Kublai Kan, al quale Marco Polo racconta – ne il Milione, e poi ne Le città invisibili di Calvino – delle sue terre, un impero talmente vasto che mai è riuscito a conoscerlo approfonditamente.

Nella nostra metafora Kublai è il Ministero (in particolare il Laboratorio per le politiche di sviluppo), mentre Marco Polo siamo noi che dovremo raccontare delle province lontane e dei soggetti innovativi e “invisibili”. Marco Polo siete anche voi, i creativi che per la prima volta potranno parlare di sè direttamente al Kublai Kan, utilizzando i nuovi strumenti partecipativi e di comunicazione messi a disposizione da internet.

Questa è la citazione che ha ispirato il nome del progetto.

Rispose Marco Polo a Kublai:

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui,
l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti:
accettare l’inferno e diventarne parte
fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:

cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio.”

(Italo Calvino, finale di “Le città invisibili”)

sito internet:

Kublai

9 Agosto, 2008

Il ruolo chiave del Project Manager per l’innovazione nelle imprese

Il Project Management ha assunto un ruolo fondamentale per il successo di un’iniziativa economica e imprenditoriale. Una gestione strutturata, logica e organizzata delle attività è infatti decisiva per migliorare l’operatività dell’impresa e avere una reale opportunità di mantenere e incrementare il proprio vantaggio competitivo sul mercato.

Velocità di esecuzione rispettando i vincoli costo e i requisiti di qualità sono gli elementi cruciali per il successo di un’iniziativa economica e imprenditoriale.

La gestione attraverso progetti non interessa solo attività quali la realizzazione di un nuovo prodotto o servizio, ma coinvolge anche il suo lancio sul mercato, la definizione di un nuovo processo interno o il miglioramento di uno esistente. Mettere in atto una gestione strutturata, logica e organizzata delle attività vuol dire migliorare l’operatività stessa dell’impresa e, di conseguenza, avere una reale opportunità di mantenere e incrementare il proprio vantaggio competitivo sul mercato.

Il Project Management è l’insieme delle “regole” che un’organizzazione individua per strutturare le attività di progetto. Tali regole consentono di limitare il rischio di non raggiungere gli obiettivi prefissati, anche in un contesto, come quello progettuale, caratterizzato da un grado di imprevedibilità che varia a seconda della tipologia e dell’ambito in cui si opera.

In questo contesto assume un ruolo chiave il Project Manager, primo responsabile del raggiungimento degli obiettivi progettuali. Il Project Manager deve essere in grado di portare avanti un lavoro continuo di verifica e integrazione tra gli output delle singole attività progettuali e di attuare un costante coordinamento tra tutti gli stakeholder di progetto: non solo i professionisti coinvolti in prima persona nell’esecuzione del progetto, ma anche i clienti, i fornitori, il management dell’azienda. Si tratta di un compito non semplice poiché, oltre all’indispensabile competenza tecnica, si richiedono doti aggiuntive altrettanto determinanti: capacità organizzativa, abilità di comunicazione, capacità di individuare possibili situazioni rischiose e attitudine al problem solving. Il Project Manager deve dunque possedere sia metodo e rigore, sia una buona dose di creatività per poter affrontare gli imprevisti connaturati a ogni progetto.

Se è difficile per le imprese individuare coloro ai quali assegnare compiti di gestione dei progetti, è ancor più faticoso per i professionisti far riconoscere in modo oggettivo le proprie idoneità e attitudini. A fronte di queste criticità, emerge la funzione decisiva delle certificazioni in Project Management, che rappresentano una forma di accreditamento della professionalità del Project Manager da parte di enti nazionali e internazionali, fungendo da garanzia che un professionista possiede la cultura e l’esperienza necessarie a rivestire con consapevolezza e capacità un ruolo così delicato e importante.
Da una parte, il conseguimento di una certificazione rappresenta per i professionisti un importante riconoscimento personale, poiché tale risultato, determinato dal superamento di esami rigorosi, è subordinato al soddisfacimento di vincoli stringenti in termini di competenze ed esperienza. Dall’altra, la presenza di Project Manager certificati all’interno di un’organizzazione consente di arricchire la modalità di conduzione dei progetti e migliorare le performance complessive grazie a un’attività di formazione su metodologie, strumenti e tecniche di Project Management.

Il modello delle conoscenze e delle competenze definito da un ente di certificazione acquista ancor più valore quando è condiviso da un elevato numero di professionisti, poiché in tal caso può essere facilmente utilizzato come base comune di conoscenza per la costruzione di una relazione proficua con clienti, fornitori e partner commerciali, anche di differenti nazionalità o attivi in settori differenti. In tal senso le certificazioni in Project Management rappresentano un valido supporto al processo d’internazionalizzazione delle organizzazioni e alla realizzazione di progetti multidisciplinari e interfunzionali.

La tendenza a richiedere Project Manager certificati, già in atto da diversi anni in paesi come gli Stati Uniti o il Regno Unito, sta cominciando a delinearsi con maggiore forza anche in Italia. Secondo il Project Management Institute, l’ente più autorevole a livello internazionale nell’ambito del Project Management e responsabile di uno dei principali sistemi di certificazione, le certificazioni sono salite dalle 25.000 del 2000 alle oltre 250.000 del 2007, e arrivano a 430.000 considerando anche le certificazioni dell’International Project Management Association (IPMA) e dell’inglese Office of Government and Commerce (OGC). Si sta infatti affermando la consapevolezza dell’importanza delle certificazioni in Project Management come forma di garanzia che il lavoro richiesto verrà svolto al meglio, unitamente al fatto, altrettanto decisivo, che tali riconoscimenti sono sempre più spesso richiesti nei capitolati di gara, internazionali e, da alcuni anni, anche nazionali.

Già da diverso tempo CEFRIEL punta sul valore del Project Management come elemento chiave per il successo delle proprie iniziative di innovazione. In particolare, dal 2006 è ufficialmente riconosciuto dal PMI come Global Registered Education Provider (REP), per l’erogazione di corsi di preparazione al conseguimento della certificazione PMP® (Project Management Professional).

La certificazione PMP, promossa in tutto il mondo dal Project Management Institute, è certamente la più riconosciuta e quindi la più ambita attestazione delle competenze individuali acquisite nell’ambito delle metodologie e tecniche di gestione dei progetti. Il corso ha lo scopo di preparare il candidato alla prova d’esame sia tramite un trasferimento graduale del “body of knowledge” identificato dal PMI e costituito da nozioni relative alle più efficaci metodologie, tecniche e pratiche di Project Management, sia attraverso una verifica sistematica dei processi di apprendimento, che rappresenta la miglior “palestra” in vista della prova finale.